20 gennaio 2010

Skakabrà: e lo Shakafestival

Lo Shakabra' nacque dalle ceneri del Loft, un locale cittadino invernale, fondato da Fabio Marino, che si ispirò, a partire dal nome, ad esperienze newyorchesi (che meriterebbe, come dice Danilo Marino, un capitolo ad hoc) e che, nel 1985, era gestito da Albino Burgio, Sergio D'Andrea ed Antonello Denaro.
Il vero artefice della nascita del locale fu Sergio D'Andrea che a seguito dei suoi grandi successi come organizzatore di feste di carnevale decise di continuare la sua avventura nel periodo estivo. Un giorno incontrò, in compagnia di Cesare Rustico, Pino Fiorentino proprio in quella villa dove in seguito nacque il locale. Poi Sergio fu supportato da altri soci che finanziarono e collaborarono per la riuscita della sua impresa. Sul finire di quella stagione si presentò ai gestori del Loft Pino Fiorentino proponendo loro di trasferirsi per l'attività estiva in un nuovo locale appena da lui realizzato sulla circonvallazione. Tra i vari locali da “svago”, cioè quelli che offrono intrattenimento vario, come serate danzanti, giochi di compagnia oppure altri eventi speciali adatti a esigenze diverse, con opzioni che variano da quelle tradizionali a quelle immersive (cioè dove si può essere completamente coinvolti e avvolti in un'esperienza onirica, al punto da sentirsi parte di essa e perdere la percezione dell'ambiente circostante), senza alcun dubbio lo *Shakabrà* ha rappresentato la punta di diamante di quei locali pervasi da "sana" euforia collettiva (... la neve non era ancora caduta e l'alcool non era in modalità "binge drinking"). Il nome stesso è tutto un programma: fu scelto da uno dei fondatori Albino Burgio (lui sostiene essere un noto saluto Hawaiano, ma io ho trovato solo Shaka, saluto tra serfisti), comunque in altre lingue, assume altri significati, deriva da chakra, che in Sanscrito significa "mille petali", simboleggiando la connessione spirituale, l'illuminazione e la coscienza universale, spesso rappresentato come un loto dai mille petali sulla sommità del capo, associato alla ghiandola pineale, alla spiritualità pura e alla beatitudine assoluta. Altri lo fanno derivare da: Shaka significa "rilassati", "bra" significa fratello, "cyesta" mi suona come siesta, che in spagnolo significa un pisolino o un riposo … Scegliete voi la questione è molto controversa!
Ubicato nella nostra circonvallazione ha segnato, negli anni Ottanta, indelebilmente un’epoca. Tra i tanti avvenimenti festaioli che si svolsero in quegli anni passati vi voglio solo accennare (tra le varie versioni raccolte) ad un evento che venne organizzato in quel *Dancing* nell’Agosto del 1987: cioè la prima edizione dello Shakafestival. L’idea nacque dopo un’esibizione della Capo Feto band in una festa in piazza Santa Rosalia. In quella serata c'era stata la tradizionale Festa della Santa e nella medesima piazza si erano esibiti vari gruppi musicali. A fine serata, sotto un diluvio “quasi” universale, il gruppo musicale CFB venne invitato da Enzo Serra (presentatore della serata) e dal proprietario/gestore Pino Fiorentino, allo Shakabra. Appena entrati nel locale, scrutato l'ambiente, seguì uno scambio di impressioni tra Cesare Rustico ed Enzo Serra che fece scattare una scintilla a Cesare: "Vicé, l'amu a organizzari un festival".
Da lì a breve, l'dea prese piede e tutti i componenti della band concordarono sull'iniziativa ed ognuno con il proprio esuberante entusiasmo contribuí alla nascita dello spettacolo, una serata del tipo festival/ironico, gestito allora dal mio amico Gaspare Casuccio, componente della band. Venne coadiuvato in questa avventura da Enzo Serra, Cesare Rustico, Vito Incalcaterra, Franz Gualberti, Benno Accardo Palumbo e lo stesso Pino Fiorentino. Si decise di sposare l'idea d'un festival canoro per chiudere in bellezza la bella stagione. Dopo una settimana di intensi e tumultuosi preparativi e di continue prove iniziò la kermesse canora, che ebbe un successo indescrivibile. Intervennero vari ospiti come Mauro La Piana direttamente da Kartibubbo Village, un cantante Marsalese accompagnato da Rino Crescente al pianoforte che cantò "Bimba Mia" di Califano e poi tutti i concorrenti che si affannavano a sfidare i due concorrenti più accreditati, Enzo Serra con "Bada Bambina" e Roberto Caravaglios che stendeva tutti con la sua "Zingara". Momenti di puro, balsamico e generale divertimento, pubblico entusiasmato quasi delirante e locale strapieno.
Data la riuscita e apprezzata esperienza il festival venne replicato per una decina di anni circa, ma la band non partecipò alle successive edizioni. Sul palco del locale si sono esibiti vari personaggi cittadini, anche persone ben in vista, come notai, sindaci, architetti, medici, etc. Hanno contribuito al successo di quella bella iniziativa in molti che è doveroso ricordare (quelli di cui ho notizia): lo showman Gaspare Casuccio (che ha presentato tre edizioni), Enzo Serra, Filippo Serra, Cesare Rustico, Franz Gualberti, Melchiorre Mistretta, Pierangelo Grimaudo, Roberto Caravaglios, Vincenzo ed Andrea Maia, Benno Accardo Palumbo, Teresa Giacalone, Marianna Tumbiolo, Angela Pernice, Piero Di Giovanni, Pietro Campo, Carolina D'Annibale, Gianfranco Palermo, Nino Porretto, il Gruppo 6000 (Massimo Casuccio, Vito Napoli, Salvino e Mario Marrone etc.). Fu una epopea del divertimento collettivo, irripetibile, e che ha lasciato una profondo solco nei meandri della nostra memoria.
Nella foto sottostante: Salvino Romeo, Massimo Casuccio, Teresa Giacalone (Zibibbo), Melchiorre Mistretta (pelè), Vito Fiorentino (proprietario)a
Prima edizione - 31/08/1987 - Capofeto Blues Band
 Salvino Romeo, Gaspare Casuccio, Teresa Giacalone (zibibbo), Melchiorre Mistretta (pelè), Vito Fiorentino (proprietario)

1990

Coro formato da: Teresa Giacalone, Angela Pernice, Francesca Bucaria 
Cantano: Enzo Serra (Albano) e Franz Gualberti (Romina),


Presentano: Pietro Campo, Gaspare Casuccio, Carolina D'Annibale





Gaspare Casuccio, Carolina D'Annibale, Pasquale Bucaria (la valletta), Pietro Campo

Vincitori edizione 1990 - Gruppo 6000
Danila Lazzerini, Mario Marrone,




Ivan Marrone e Vito Napoli
(lo spasso maggiore era durante le prove a Tonnarella)

Carolina D'Annibale, Pietro Campo


Ivan Marino - Annamaria Fasulo

Pasquale Bucaria

Filippo Serra

Marino Mandirà

Antonello Denaro, Enzo Maia, Carolina D'Annibale

Gianni Di Matteo



Roberto Caravaglios

Claudia Serio

Vito Napoli

1989 - Una locandina dell'epoca



una delle tante serate

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