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22 novembre 2010

Ristorante Miramare

Negli anni Cinquanta e Sessanta, il Comune, proprietario della Sala "Alhambra", l'affittò per usi commerciali. Il sig. Gaspare Lamia da Trapani, vi insediò il ristorante "Miramare", ne fece un posto rinomato per le zuppe di pesce e per buonissimo Cuscus, oltre alle tipiche specialità siciliane.

A sinistra dietro si nota l'insegna del ristorante

02 ottobre 2010

La Rotonda

Ieri l'altro
Un tempo ottimo ristorante e panoramica sala cerimonie, con vista sul mare. Venne realizzata nella fine anni Cinquanta inizio Sessanta. Edificio modernista realizzato su un pilastro centrale, tipica dell'architettura turistica del boom economico. Dai dati raccolti la gestione storica fu a carici della famiglia Frazzetta, proprietaria di un bar in piazza Porta Palermo. I qquattro fratelli erano soci: Vito, Giuseppe, Vincenzo e Filippo (il maggiore che fu sindaco di Mazara). Attiva da 42 anni secondo i registri camerali. Io la ricordo con la gestione successiva dei fratelli Frazzetta, che avevano il bar in piazza Porta Palermo. Neglia anni 60/70 diventa locale alla moda per matrimoni, battesimi comunioni e feste varie.Era considerata tappa obbligatoria per cucina marinara, pizzeria, gelateria, piano bar.
Il declino avviene negli anni 80/90. Rimane a lungo un rudere e poi n
el 2012-2013 il Comune l'ha parzialmente demolita per salvarne solo la base circolare, e nel 2014 l'ha trasformata in belvedere/terrazza sul mare.


Interno: cucina del ristorante
Arini Giuseppe (cuoco, detto 'u tunisinu'), Vincenzo Leone, Beniamino (Dino) Agate (poi s'impiegò alle Poste Italiane a Bollate), Nicola Del Forte (cuoco, il quale aveva una bella voce. Una volta Incise, anche, un 45 giri con una sua canzone (forse dal titolo la La mia ragazza ?), nome d'arte Nico Forte), dietro Angelo Arini




Ieri


Interno 

Oggi - Novembre 2011 - La fine
L'amministrazione Cristaldi finalmente, dopo anni di abbandono, decide assieme all'Amministrazione Provinciale di demolre i fatiscenti locali e di costruire un "Belvedere" sul bellissimo litorale






Alcune foto storiche
Novembre 2008
Per nascondere la "vergogna" l'Amministrazione civica trovò la soluzione  di occultare il tutto con una bella "quacinata" 
2 gennaio 2000

Alcune foto storiche


La piattaforma trasformata in "Belvedere"

02 settembre 2010

Ristoranti Anni Ottanta

il Pescatore
Ubicato nella via Castelvetrano 191 fu per quegli anni un punto di riferimento per la gastronomia mazarese. Ricevimenti di ogni genere. Gestito da Bartolomeo Lombardo & C. Dopo alcuni anni venne chiuso definitivamente

La Fattoria da Mario
Il locale nacque in via Vittorio Veneto, dopo il caffè di Vito Fiorentino. In seguito Mario Marino si trasferì in contrada Banna Miragliano e assunse caratteristiche diverse. Mario la trasformò in una piccola fattoria in cui allevava parecchi animali domestici. Realizzò un mini zoo (le scolaresche venivano portate a visitare quei locali per la gioia di tanti bambini). 

 Ristorante "La baia dei pirati"

Questo locale era ubicato nel Lungomare Giuseppe Mazzini. Si si accedeva anche dalla via Carmine 11. Chef Paolo Di Dia

Ristorante "Rivage"
Realizzato dai fratelli Giaramidaro nella centrale piazza Mokarta (ubicato nei locali al piano terra dell'omonimo palazzo Rivage (realizzato dalla Impresa di Costruzioni Michele Pipitone). Nei medesimi locali negli anni Duemila sono stati allocati, prima un ristorante cinese e poi il ristorante "La 'zi Franca"


 

01 settembre 2010

Pesciolino Rosso

Il Pesciolino Rosso, fu un ristorante importante negli anni cinquanta. Non tanto per la sua struttura, alquanto modesta, realizzata in modo approssimativo e con materiali poveri, ma certamente per la qualità della sua cucina. Di proprietà del commerciante ittico, Vincenzo Lanza, era un punto di riferimento nella provincia di Trapani e non solo. Era anche frequentata da molti palermitani buongustai ed era meta di quanti volessero assaporare il pesce fresco del Mediterraneo e i piatti tipici realizzati con le ricette degli abili cuochi dei nostri pescherecci, maestri nel cucinare piatti a base di pesce. La sua struttura, un prefabbricato in legno e muratura, era ubicata in uno spazio adiacente alla chiesetta di San Vito (Extra moenia). Un bel giorno scomparve perché, volendo il proprietario ristrutturare, pensò di demolire la vecchia struttura e realizzarne una più idonea in muratura. Quello fu un grave errore tecnico perché, quando chiese l'autorizzazione alla Capitaneria di Porto per la ricostruzione, non ottenne i relativi permessi necessari e non poté riedificare i locali, e rimase impantanato nelle sabbie mobili della burocrazia isolana.

Una rarissima immagine del locale

1971 - interno Pesciolino
Tifosi che festeggiano per la vittoria del Campionato

 
Una delle tante cene tra amici realizzate in quel locale. In questa occasione i convenuti festeggiano un loro amico (al centro della foto) che era emigrato in America ed era ritornato in gita dopo tanti anni.
Totò Sardo, Diego Di Liberti, Gerlando Burgio, ? (Russo), Vito, Lentini, Nino Morello, ?, Serafino Foggia, Vitino Cusumano, Giacomino Risalvato, Nicola Sardo

05 agosto 2010

"Al Gambero" da Gigi


Negli anni Cinquanta operò in città un cameriere proveniente dal Nord d'Italia, di cui ricordo soltanto il nome
Gigi. Egli lavorò in vari locali cittadini tra cui il Ristorante Miramare (ubicato all'Alhambra), l'Extrabar (via SS Salvatore), il Bar Sardo. Essendosi ben ambientato in città decise di aprire un suo locale nel centrale Corso Umberto I°, al civico 31. Il numero telefonico era 43392, rimase aperto sino al 1971 circa.
Il locale era per quei tempi il più in, aveva addirittura l'aria climatizzata, vi si facevano, anche, banchetti di matrimonio. Nel mio solito girovagare sul Web mi sono involontariamente imbattuto in una chicca rarissima (più unica che rara) che, grazie alla lungimiranza pubblicitaria (all'epoca era un iniziativa rivoluzionaria) del proprietario mi ha consentito di ricordare questa lodevole iniziativa commerciale. Ricordo molto vagamente il personaggio in questione, era un signore alto, sempre elegante sembrava un gentlemen inglese. La sua divisa quando lavorava si imponeva per qualità rispetto a quella dei suoi colleghi. Mi sono imposto di pubblicare l'immagine di cui sono venuto in possesso, prima perché trattasi di un documento importante per confermare quello che ho sostenuto e poi perchè spero che qualcuno si ricordi di questa storia e possa contribuire ad arricchire i ricordi, per non perderne la memoria storica.