24 gennaio 2008

Festino di San Vito

La processione storico-ideale a quadri ha le sue origini nel 1600 e costituisce uno dei momenti salienti del Festino. In essa la fede e la devozione si fondono in una rievocazione della vicenda cristiana che ebbe per protagonisti San Vito, i suoi educatori Modesto e Crescenza, il padre Ila, l'imperatore Diocleziano e il governatore Valeriano. E' una manifestazione liturgico-folkloristica che tende ad affermare la matrice religiosa del popolo mazarese e allo stesso tempo concorre a dare un tributo di riconoscenza e venerazione al Santo Patrono. San Vito fu fatto patrono, su richiesta del mazaresi al vescovo mons. La Cava nel 1614, per supplicarlo di proteggere la città dal dilagare della pestilenza. Patrono di Mazara, sino ad allora, era il S.S.Salvatore, che era stato proclamato tale da Ruggero II nel 1072. Nel 1625, durante il diffondersi di una nuova pestilenza, mons. La Cava ottenute alcune reliquie di Santa Rosalia dall'arcivescovo di Palermo Giannetto Doria, proclamava compatrona la Santa palermitana. Pertanto da allora Mazara del Vallo ha tre patroni, ma i mazaresi "moderni" venerano esclusivamente, San Vito.

Preghiera a San Vito martire

Santu Vitu, a cui Mazara
comu patria è grata e cara,
deh! prìati, o protetturi,
chi nun manni lu Signuri
a stu populu divotu
fami, guerra e tirrimotu;
e nni scansi di timpesti
di Culera e di la Pesti.
Gluriusu invittu Santu,
di 'sta Patria onuri e vantu
lu cui vrazzu, opriraturi
di prodigi e di stupuri,
custodisci, ed arripara
la diletta sò Mazara;
lu cui peri gira attornu
la citati notti e jornu
lu cui cori è sempri 'ntentu
a lu nostru sarvamentu.
Protetturi, chi guardatu
Vui n'aviti sempri e amatu,
di la solita manera
discacciati lu Culera
d'ogni parti e liberata
sia la Patria nostra amata,
e ottinitici la sorti
di guardarVi doppu morti,
'Mparaddisu unni Vui stati
cu li Santi e li Beati.

(Questa preghiera fu composta dal poeta Rosario Amato, medico del monastero di San Michele Arcangelo, nel 1837, in occasione del terribile Colera che colpì la nostra città, e pare che l'originale sia ancora negli archivi di detto monastero.) 

1880


1904 - Manifesto


Anni Cinquanta
Lungomare "Giuseppe Mazzini"
I giochi a mare

Imbarco del Santo


Tutti a San Vito Extra moenia


Anni Sessanta - Porto canale
Lu iocu di li pignati e quello di l'antinna, in antico, si era soliti eseguirlo in tutte le Feste paesane (e non tutti i paesi erano ubicati sul mare). Se si effettuavano sulla terra ferma (anche a Costiera era solito effettuarle) il palo (l'antinna) era piazzati in posizione verticale, cosparso di “sapuni moddu” lo si piantava a terra e alla cima si collocava una bandiera, la cui conquista, rappresentava la vittoria (e lauti premi) per il primo che vi riusciva. Lu iocu di li pignati lo si realizzava stendendo un filo tra due case, tra due alberi, ecc e vi legavano le pentole a contenuto vario; le più belle erano quelle contenenti la cenere, che mandavano in visibilo gli spettatori, allorquando lo sfortunato battitore (la pentola di terracotta la si rompeva a colpi di bastone) veniva travolto dalla cascata di cenere, carbone e volte qualche cattivello vi collocava pure la fuliggine. A Mazara se la festa era realizzata “dintra terra” si eseguiva con queste modalità, se era “a la marina” il palo si collocava e lo si fissava sulla banchina e lo proiettava verso il fiume, mentre il filo lo si stendeva tra le due sponde del porto canale o tra due barche collocate tra le opposte rive (come si evince dalla foto). 

Lu Iocu di li pignati, durante i festeggiamenti in onore di San Vito




Lu iocu di li pignati
sul molo "Giuseppe Caito"

Notate la grande partecipazione della popolazione, con tifo da stadio.




Anni Settanta
28/8/1977
In piazza San Michele per la discesa della Statua del Patrono
Salvatore Fiorentino (vice comandante Vigli urbani), Sac. Vincenzo Sammartano, Francesco Salvo, Comandante del Porto, Vescovo ospite, mons. Costantino Trapani, Alberto Rizzo Marino


Via mons, Audino - Verso il porto
Michele Mezzapelle (vice segretario comunale), Alberto Rizzo Marino, Lorenzetti (marasciallo CC), mons. Trapani, don Vito Rallo, vescovo ospite, Giuseppe Pernice, Perino (commissario P.S.), Comandante del Porto, Salvatore Fiorentino

Il vescovo mons. Costantino Trapani
La corona di alloro per le vittime del mare


Il motopesca che accolse il Santo Patrono quell'anno fu "LAntonello"


Cucchiara (vigile urbano)


Il pololo dei fedeli e dei curiosi per vedere l'imbarco della Sacra Statua


Mons. Trapani, altro vescovo, Giuseppe Pernice (sindaco), Perino (commissario di P.S.), don Vincenzo Sammartano

Perino, don Pietro Accardi, mons. Trapano, don Paolo Madonia, Giuseppe Pernice


Una preghiera (ritengo) lasciata ai flutti


Tutti allo sbarco

Agosto 1979 - Maratona Stramazara
Nell'ambito dei festeggiamenti fu organizzata una maratona. La telecronica per la TV locale RTM, venne realizzata, con i potenti mezzi di allora da Gaspare Casuccio, allora sedicenne. Al volante del pulmino s'intravede Gianfranco Palermo (con tanto di punti applicati al mento per la caduta dalla sua mitica Vespa)

Anni Ottanta
Lu iocu di li pignati



Nella barca con i piedi penzoloni il se. Filippo Asaro


Alcune immagini dei tanti Fistini

1997 - Molo Caito




2001
Lamia Vincenzo, Mons. Vito Rallo, Girolamo Pipitone, mons. Emanuele Catarinicchia, Sig.ra Grillo Vella, Nicolò Vella, on. Pino Pernice, sindaci di altre città il cui patorono è San Vito




Sindaco Nicolò Vella

Nicolino Modica (tira il carro), Renzo Chiofalo (scout)





2003 - Cine Teatro Rivoli - Premiazione collaboratori
Girolamo Pipitone, Matteo Calandrino, Orazio Barbanera

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