16 giugno 2017

Giovanni Tumbiolo

19/3/1958 - 15/6/2018
Eclettico, gentile, disponibile, prestato alla politica, imprenditore, fine diplomatico e per meriti ottenuti sul campo presidente del Distretto della Pesca di Mazara del Vallo. Laureato a Palermo in economia e commercio con il massimo dei voti discutendo una tesi in diritto internazionale del mare sul tema "Disciplina giuridica della pesca marittima e contenzioso italo-tunisino".  Iscritto all'albo dei dottori commercialisti, ha conseguito un master in Economia Gestionale promosso da Confindustria e Università Bocconi. E' stato ricercatore presso l'Istituto di Diritto del Lavoro e della Navigazione dell'Università di Palermo (diretto dal prof. Camarda) in materia di Diritto Internazionale del Mare. Ha esercitato la professione di dottore Commercialista e di revisore dei Conti. Esperto in materia di relazioni internazionali. Ancora giovanissimo svolge attività sindacali in Confindustria dov'è membro della Commissione Affari Esteri dei Giovani Industriali con Delega ai rapporti con i Paesi del Mediterraneo.
Assessore allo sviluppo economico alla Provincia Regionale di Trapani. Assume la Presidenza Regionale e poi la vice presidenza nazionale dell’Associazione Italiana Cooperative della Pesca.
Segretario della Consulta per la Difesa del Mare dagli inquinamenti. E’ stato fondatore del Consorzio Siciliano per la Valorizzazione del Pescato e del Distretto Produttivo della Pesca. E’ stato  Coordinatore dei Distretti agroalimentari. E’ stato ideatore e promotore del “Forum del Mediterraneo”, del “Foro per l’Africa”. 
Nominato dai Governatori dei Distretti italiani del Rotary International presidente del “Comitato interpaese” Italia-Tunisia.
È stato fortemente impegnato nella costruzione del processo di cooperazione, di dialogo e di Pace fra i Popoli. Essendo esperto in materia di relazioni internazionali è stato Consulente per gli affari marittimi ed internazionali di vari Ministri ed Assessori regionali e di società internazionali.
Essendo uno dei maggiori esperti del settore pesca ha guidato, anche, come capo delegazione, missioni commerciali e scientifiche inerenti la pesca, l’acquacoltura e l’agroalimentare in Egitto, Libia, Tunisia, Giordania, Libano, Algeria. Figlio di uno dei più importanti commercianti ittici, ha dedicato la maggior parte della sua vita a lavorare per la difesa e la tutela della nostra marineria. Ideatore della "Blue economy", aveva cominciato ad intessere una serie di relazioni con i Paesi del Mediterraneo e dell'Africa e del Medio-Oriente per promuovere la pesca oltre i confini nazionali.
Ha creato Blue Sea Land, manifestazione e fiera che si tiene ogni anno  in città, a Settembre.
Blue Sea Land-Expo internazionale dei Distretti Agroalimentari del Mediterraneo, Africa sub-sahariana e Medioriente promosso dal Distretto della Pesca e Crescita Blu in collaborazione con la Regione Siciliana, col patrocinio di Ministero degli Esteri, Ministero delle Politiche Agro-alimentari e Forestali, Ministero dello Sviluppo Economico.


Durante il Blue Sea Land-Expo del 2014


Il Presidente del Distretto della Pesca e Crescita Blu, Giovanni Tumbiolo, è stato invitato a relazionare nel workshop, organizzato nell’ambito dell’expo internazionale Ecomondo in corso di svolgimento in questi giorni a Rimini, dedicato al tema “Bioeconomia nell’area mediterranea”.
Tumbiolo ha illustrato il modello della blue economy ed i correlati progetti sviluppati in questi anni dal Distretto siciliano che si basano sulla responsabilità individuale e collettiva nei confronti
delle risorse sia marine che terrestri, la salvaguardia, la rigenerazione e la conservazione delle risorse. La proposta che maggiormente ha suscitato interesse fra gli interlocutori provenienti da numerosi Paesi del Mediterraneo, è quella che il Cluster siciliano propugna da anni: la creazione della “Blue Economic Zone”. Un’area di cooperazione, competizione creativa e di dialogo fra Cluster marini e costieri, basata sul modello della blue economy, destinata a generare sviluppo economico e sociale con la creazione di migliaia di posti di lavoro nelle Regioni nel Sud del Mediterraneo legati all’ambiente marino e terrestre ed all’Economia reale. Infine il presidente del Distretto siciliano ha parlato della best practice “Blue Sea Land”, l’Expo dei Cluster del Mediterraneo, Africa e Medioriente la cui sesta edizione è stata dedicata alla green e alla blue economy nell’economia circolare e alla cooperazione transfrontaliera nel Mediterraneo, Africa e Medioriente. Ha chiuso i lavori il Prof. Fabio Fava, docente dell’Università di Bologna, uno dei massimi esperti di bioeconomia a livello europeo.




Un micidiale arresto cardiaco ne ha stroncato prematuramente l'esistenza, impedendogli di raggiungere gli ambiti traguardi che si era ripromesso e che quasi certamente avrebbe conseguiti. Con lui muore l'unico ambasciatore della nostra città nel panorama internazionale. 
Lascia inconsolabili la moglie Daniela Grimaudo, i figli Marco e Vittoria e un'intera comunità.


Un'intervista















Apprezzamenti dell'opera di Giovanni Tumbiolo
L’Assessore dei Beni culturali Sebastiano Tusa, che ha condiviso con Tumbiolo numerose iniziative, lo ricorda nella sua incessante opera al servizio dello sviluppo del Mediterraneo.
Giovanni Tumbiolo ha dato un contributo non indifferente a proteggere e valorizzare il Mediterraneo non solo limitandosi alla protezione del pescato e della marineria, ma riuscendo a inserire il mondo della pesca in un più vasto contesto culturale e antropologico. Attraverso le sue appassionate parole abbiamo appreso che la pesca è cultura, storia esperienza umana e la sua salvaguardia non significa soltanto proteggere una limitata economia, ma garantire un futuro ai nostri territori e al Mediterraneo. Quando parlava di blue economy ci insegnava che mare non significa soltanto pesca, ma con una visione strategica eccezionale inglobava con quel termine tutto ciò che intorno al Mediterraneo ruota: dall’energia alternativa all’archeologia, dalla biotecnologia alla cantieristica e all’innovazione tecnologica. Attraverso le sue parole vedevi quella moltitudine di uomini e donne che hanno fatto grande il Mediterraneo con il loro sacrificio e il loro talento. La sua visione strategica era basata su uno spiccato sentimento di solidarietà e di fratellanza che lo portava a dialogare con tutti i popoli del Mediterraneo lanciando costantemente segnali concreti di pace e dialogo costruttivo. Ricordava sempre quando ci vedevamo un episodio illuminante della sua tensione etica verso la pace e la fratellanza. Un motopesca di Mazara del Vallo era stato sequestrato dalle autorità libiche ed era bloccato nel porto di Derna. Oltre ai problemi inerenti la pesca era stato bloccato perché a bordo trovarono alcuni frammenti ceramici antichi pescati in mare. Mi telefonò da Bengasi e mi pregò d’intercedere presso le autorità del locale Dipartimento di Antichità affinché rappresentassero la poca importanza di quei cocci che tenevano lontano dalle loro famiglie i marinai del motopesca. Intervenni subito e il motopesca fu rilasciato. Non cessò mai di ringraziarmi per quel mio dovuto intervento dimostrando la sua grande umanità e il suo amore per il mondo della marineria che sarà
 per noi un insegnamento imperituro”.

Una mia personale riflessione a caldo
Riflessioni sul dopo
Inaspettatamente ci ha lasciato un grande manager, una persona che consideravamo a pieno titolo l’ambasciatore di Mazara nel panorama internazionale. Era riuscito a realizzare grandi occasioni di crescita non solo della nostra città ma anche dell’intera Sicilia. La sua intuizione della “Blue economy” che ci vedeva proiettati in cooperazione con i popoli del Mediterraneo, dell’Africa sub-sahariana, col Medio Oriente, frutto della sua indiscussa capacità diplomatica e della sua significativa competenza internazionale nel settore della Pesca, adesso che fine farà? Nell’immediato il problema sarà relativo, perché il il Blue Sea Land per il 2018 era già in fase avanzata di progettazione, per cui probabilmente si realizzerà lo stesso. Chi sarà in grado di raccogliere questa impegnativa eredità? Basterà una sola persona a colmare il grande vuoto da lui lasciato? O data la multicompetenza di Giovanni, dovrà essere affrontata da un’intera equipe di tecnici? Vedo molti nubi addensarsi all’orizzonte, mi si stringe il cuore a pensare che vada disperso l’enorme patrimonio culturale ed economico che lui aveva realizzato. Il tempo ci darà la risposta a questo agghiacciante interrogativo (Pino Catalano)