22 gennaio 2009

Pietro Consagra - 1ª parte

Pietro Consagra (Mazara del Vallo, 6 ottobre 1920 – Milano, 16 luglio 2005) è stato uno scultore e scrittore italiano, uno dei più prestigiosi esponenti dell'astrattismo italiano.

17 gennaio 2009

Andrea Godino

1919 - 1942 - Medaglia di bronzo al valor militare

15 gennaio 2009

Corazzata ROMA

La nave da battaglia Roma fu la terza unità della classe Littorio e rappresentò il meglio della produzione navale bellica italiana della seconda guerra mondiale. Consegnata alla Regia Marinail 14 giugno 1942, venne danneggiata nel corso di un bombardamento aereo statunitense quasi un anno dopo mentre era alla fonda a La Spezia, subendo in seguito altri danni che la costrinsero a tornare operativa, dopo le dovute riparazioni, solamente il 13 agosto 1943.


A seguito dell'armistizio italiano, al Roma fu ordinato, assieme ad altre imbarcazioni militari, di raggiungere l'isola sarda della Maddalena come concordato con gli Alleato. La squadra navale italiana, tuttavia, fu attaccata da alcuni bombardieri tedeschi che, servendosi delle nuove bombe radioguidate plananti Ruhrstahl SD 1400, affondarono il Roma. Nei suoi 15 mesi di servizio il Roma percorse 2.492 miglia in 20 uscite in mare, senza partecipare a scontri navali, rimanendo fuori servizio per riparazioni per 63 giorni.Venne affondato il 9 settembre del 1943 da aerei tedeschi. Il 28 giugno 2012 il relitto della corazzata è stato rinvenuto nel golfo dell’Asinara, dopo 69 annii di ricerche a mille metri di profondità nel cosi detto Canyon Castelsardo, a 16 miglia dalla costa sarda, dove giace placido il relitto. 
A effettuare la scoperta il team guidato da Francesco Scavelli, ricercatore e regista della Bluimage Productions(che ha finanziato il progetto) insieme alla Comex di Marsiglia (società leader nelle ricerche oceanografiche), dopo ben 5 anni di ricerche e l'essersi persino serviti delle fotografie della ricognizione inglese che volava a 50 metri di quota per realizzare lo scenario in 3D, per individuare il relitto più importante della Seconda Guerra Mondiale.

Una delle prime immagini del relitto

Nell'affondamento della ROMA furono coinvolti circa 130 siciliani, circa 30 della provincia di Trapani. Dei 1352 dispersi 4 erano di Mazara Del Vallo :

Sottocapo Filippo Calafato 9/11/1917
Maro' Francesco Gancitano 18/01/1922
Maro' Vito Genna 18/07/1920
Maro' Giuseppe Giammarinaro 23/06/1922

Giuseppe Giammarinaro (caduto)

Dei 622 naufraghi recuperati , sopravvissuti e internati in Spagna, 3 di Mazara :
Paolo Asaro classe 1921, marò (di Michele e Grazia Tardino) 
Giuseppe Maiale, Sottocapo cannoniere, (di Mario e Preziosa Pantaleo)
Francesco Ingargiola classe 1921, marò (di Giacomo e Maria Tramonte)

Asaro Paolo (1921)
Uno dei tre sopravvissuti. Sono stato suo medico di famiglia sino alla sua morte

Francesco Ingargiola - (27/05/1921 - 18/03/1954)
Uno dei sopravvissuti al naufragio

Lettera alla famiglia dopo la tragedia

Documenti dell'epoca
(ricovero)




Documenti attinenti

Mariella Burgio (1946-2012)

La vita è, da ultimo, un collage di ricordi frutto della gratitudine e dell'amicizia
Mariella come mi piace ricordarla con una delle mie foto

Ricordi, frasi, parole che sul momento s'intendono a stento, improvvisamente brillano di senso a distanza di tempo, a sorpresa, quando la mente non è distratta, e non vaga senza meta nel pomeriggio della vita. La Generosità è una nota divina che scende dall'alto e illumina il cuore, nasce dalla capacità di saper dare più di quello che si riceve. Se il valore di un uomo potesse essere misurato in base a tale concetto, Mariella, in funzione del suo vissuto, occuperebbe legittimamente il massimo grado di questa scala di valori. Esistono persone che più di altre incarnano il senso dell'amicizia e riescono ad attraversare orizzontalmente tutti quelli che incontrano nel loro cammino. Mariella si era creato un personale e virtuale “sistema solare”, lei era al centro e tutto e tutti le ruotavano attorno. Si era conquistata a pieno titolo il ruolo di guida insostituibile per la famiglia, si era resa sostegno non indifferente per molti amici e un benevolo punto di riferimento per tanti conoscenti. Aveva ereditato dalla sua dolce mamma una fede immensa e una disponibilità d'animo infinita. La mia amicizia con lei risale allo spensierato periodo dell'adolescenza. Ho frequentato a lungo la sua famiglia prima da ragazzo e poi da giovane sposo. Non ho mai dimenticato il gran senso dell'ospitalità e il calore umano che aleggiava nella abitazione paterna, era un'atmosfera fuori dal comune che ha segnato, anche, il mio modo di concepire un'amicizia. Due personalità forti le nostre che si scontravano spesso nei lunghi periodi del nostro lungo e comune vissuto, che però ottenevano l'effetto opposto di una comune lite, infatti cementavano sempre di più la nostra amicizia, vera e sincera, e il reciproco rispetto si accresceva, troppo profondi ed intensi i nostri rapporti per poter essere scalfiti da così poco. Oggi che ho perduto il suo calore umano non ho timore di asserire che l'amicizia è difficile da trovare, ma esiste. Troppo facile essere amati per i propri pregi, il vero amico, quello che non perderai mai, è quello che ti ama per, o nonostante i tuoi difetti. La vera amicizia è come una lanterna... il vento la scuote, ma lei non si spegne mai! Se la dovessi immortalare in un quadro la dipingerei come il comandante di una grande nave da crociera, completa in ogni ordine di posti, perchè infinita era la schiera dei suoi amici, e lei sul ponte che gestisce il tutto, in un vero parco dei divertimenti galleggiante dove lei organizzava, senza lesinare nulla, per il desiderio di avere tutti intorno a se felici e contenti. Come spesso accade ai comuni mortali le alterne vicissitudini terrene negli ultimi anni ci avevano allontanato, ma anche se stavamo parecchio tempo senza vederci, non appena c'incontravamo era come se ci fossimo lasciati il giorno prima. Se potesse, anche da lassù, continuerebbe ad inondarci del suo affetto, ma purtroppo il crudele gioco della vita ci ha tolto, in un modo traumatico e inaspettato, un'amicizia irripetibile. E se, come da qualche parte è stato scritto, l'amore e l'amicizia sono come l'eco, danno quanto ricevono, Mariella ha avuto e avrà sempre, in cambio, da tutti noi una enorme fiumara di stima ed affetti. Qualcuno ha detto: quelli che ami non muoiono mai! Forse! Chissà! L'unica magra consolazione che mi rimane è quella di vantarmi di essere stato un suo amico.

Dall'album dei ricordi!
Il giorno del matrimonio
Gianni Buffa, Maria Ferrara, Mariella Burgio
Altro importante personaggio nella vita di Mariella è stata la sorella della sua mamma. Per noi era la zia Maria, la zia di tutti gli amici intimi. Personaggio dal grande spessore umano che mariterebbe un capitolo a parte. Non si è sposata e ha dedicato tutta se stessa ai nipoti e ai suoi familiari. Era un muro portante di quella casa dove ha sempre vissuto. 

1976 - Teatro greco di Siracusa
Angela, Io e Mariella 

... qui il fotografo ero io

... andammo con il mitico maggiolino

1988 - Casa mia 
Il mio 32° compleanno 
(sullo sfondo un altro amico scomparso recentemente, Pino Colletti)

Due grandi amiche
L'allieva e la maestra. Lezioni di cucina a domicilio

Questa non è una foto è una poesia d'amore
... modestamente l'ho scattata io

... anche questa
Un tempo mi dilettavo di fotografia e Lei era uno dei miei soggetti preferiti


... il suo bambolotto, così era solito chiamarlo! 


L' arrivo di Ornella
Questo avvenimento, come era normale aspettarselo, mutò profondamente la loro vita

Chiesa di San Calcedonio (Purgatorio)
25° anno di Matrimonio. Ricordo che Mariella volle che fossi io a leggere le Sacre scritture. Un'altra giornata da incorniciare nel nostro album
Bologna 2012
L'ultima foto che voglio inserire è quella con i suoi adorati nipoti

14 gennaio 2009

Michele Argentino 1948 - 2012

Un'altro caro amico allunga la lista di coloro che ci lasciano attoniti e sconvolti. La notizia è giunta come un fulmine a ciel sereno e ci ha trovati impreparati ad accogliere un così drammatica e crudele evenienza. Michele non è stato una persona con la quale ho avuto grandi frequentazioni sia per motivi legati al rispettivo lavoro e sia per il fatto di vivere in città diverse. Lo conoscevo da sempre, fratello della carissima Luciana, alla quale mi lega una amicia vera, sincera e profonda. Ogni volta che incontravo in città Michele, comunque, era come se non ci fossimo mai lasciati. Eravamo legati da reciproca stima e da un affetto leale, di gran lunga superiore a tante "amicizie". Quando ci lasciavamo il pensiero era sempre per lei "anche se so che non occorre - mi diceva - ti raccomando Luciana". Io annuivo e lui abbozzava il suo solito dolce ed enigmatico sorriso. 
Voglio riportare quello che è stato il Cordoglio ufficiale del Mondo Accademico:


Grave lutto per il mondo accademico. Morto Michele Argentino
Profonda commozione ha suscitato la morte improvvisa di Michele Argentino, che lunedì scorso ha avvertito un malore mentre si trovava al Dipartimento di Architettura. Stimato nell’ambiente accademico, Argentino, 64 anni, allievo di Anna Maria Fundarò, ricopriva la cattedra “Disegno industriale” presso la facoltà di Architettura. Il rettore, il Corpo accademico, gli studenti e il personale tecnico e amministrativo dell’Università di Palermo, partecipano con profondo cordoglio al dolore dei familiari. I funerali si svolgeranno domani, 28 settembre 2012, alle ore 10 a casa Professa a Palermo. Argentino dal 1978 ha ricoperto il ruolo di Assistente Ordinario presso la Cattedra di Disegno Industriale dell’Università di Palermo. Dal 1982 è divenuto professore Associato di Progettazione Ambientale. Dal 2001 professore straordinario di Disegno Industriale e dal 2004 Professore Ordinario. Con il Corso di Progettazione Ambientale ha partecipato al concorso nazionale indetto dalla Lega Ambiente Italiana, al concorso Internazionale Pari Emballage e al concorso Alcatel Telematica, ottenendo il primo premio in tutti e tre i concorsi. E' stato Direttore dell'Istituto di Disegno Industriale e Direttore del Dipartimento di Design, della Facoltà di Architettura di Palermo. Ha diretto il master di II° livello “Design per lo Sviluppo”. È stato Presidente del Corso di Laurea in Disegno Industriale e del Corso Magistrale di Disegno Industriale per l’area mediterranea. E’ stato responsabile scientifico del “Censimento del Patrimonio Tradizionale fisso del Parco delle Madonie. Responsabile della costituzione del Dipartimento di Design ha avviato un processo di potenziamento dell’attività di ricerca dirigendo una ricerca nazionale sul Sistema Design Italia in consorzio con altre università italiane ottenendo il prestigioso XIX° premio Compasso d’oro - Settore ricerca. Ha organizzato una serie di Convegni e realizzato mostre proponendo la promozione dei temi di ricerca che ne fondano lo statuto scientifico e si è proposto per gli Enti e le Aziende che operano nel Campo della Comunicazione e del prodotto come valido interlocutore istituzionale. Gli esiti delle ricerche sono confluite in diverse pubblicazioni che raccolgono contributi derivanti sia dalle ricerche dei docenti che quelle dei dottori di ricerca. Tale programma si è anche esteso ad un ampio progetto di Formazione che prevede oltre al Corso di Laurea triennale in Disegno Industriale l’attivazione della Laurea Specialistica in Design per l’area mediterranea. Ha esteso il dibattito nell’ambito nazionale e internazionale con gli inviti del Dipartimento e del Dottorato di ricerca a personalità prestigiose nel campo del disegno industriale.


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Philippe Daverio e Riccardo Agnello ricordano Michele Argentino, stimato professore di “Disegno industriale” alla facoltà di Architettura di Palermo

Addio Michele Argentino, professore colto e poetico

di Philippe Daverio e Riccardo  Agnello 

Profondo cordoglio e commozione per la morte improvvisa di Michele Argentino, 64 anni, stimato professore di “Disegno industriale” alla facoltà di Architettura dell'Università di Palermo. Riceviamo e pubblichiamo il ricordo di un amico, Riccardo Agnello e quello di Philippe Daverio, critico d'arte e docente ordinario di "Disegno industriale" all'Università di Palermo.

Ricordo Michele studente, timido, intelligente, curioso. L'ho poi rincontrato professore, colto, gentile, ma sempre curioso. Era, Michele, un Siciliano che non riusciva a togliersi quell'aurea di isolano pigro, perso in lunghe meditazioni in riva al mare ma poi lo scoprivi diverso, quasi stacanovista, la sua strana flemma mal nascondeva travagli interiori per un futuro sempre incerto e per un presente di sogni agitati. Dolce Michele con bimbi aggrappati alle sue spalle e giovani alle sue parole. (Riccardo Agnello)

Michele Argentino, intellettuale e poetico, sognatore e progettuale, sicilianissimo nella complessa e intrigante contraddizione di questi termini. Quanti caffè abbiamo bevuto assieme, inventando scenari che ovviamente non avrebbero mai avuto alcuna opportunità di farsi concreti... Ma la speculazione mentale ha un suo valore intrinseco, in quanto è esercizio dello spirito propedeutico a scenari più degni. E in questo gioco Michele era maestro virtuoso. Il suo segreto stava nella capacità di pensare al mondo intero come ad una dimensione naturale, e di esprimere poi questo pensiero nel più stretto accento di Mazara.

Il suo cosmo non era limitato alla geografia, ma profondamente esaltato nella dimensione storica: le stratificazioni riportate attraversavano l’orizzonte della consapevolezza come frecce diagonali. Gli dobbiamo tutti segnalazioni di libri e di testi che nessuno mai avrebbe potuto immaginare lui scoprisse. Gli dobbiamo suggestioni di fantasia creativa che solo chi partecipa ad altre dimensioni del gioco della vita può stimolare. Gli dobbiamo il sorriso disincantato dell’ironia greca, l’occhio acuto del marinaio fenicio. Gli dobbiamo il calore e la franchezza dell’amicizia intelligente. (Philippe Daverio)


2008 - Una sua intervista

13 gennaio 2009

Mariano Foraci

L'unica foto assieme a lui quando eravamo universitari a Padova
L’amicizia è una delle esperienze più preziose che la vita ci offre, è il filo conduttore della nostra esistenza che, senza di essa, rischierebbe di essere vuota e incolore. Sull'amicizia si potrebbero consumare fiumi di parole, ne esistono vari tipi, c'è quella casuale legata ad una simpatia che emerge fortuitamente in una certa circostanza, quella intima, ovvero associata ad un rapporto continuativo nel tempo, ed esiste tutta una serie di varianti come ad esempio quella nata tra i banchi scuola. Quest'ultima è indelebile. Il tempo non riesce a cancellarla in nessun modo. E' la più fresca, la più genuina e la più solida. Non necessita di frequentazioni, basta il semplice rivedersi perchè scatti la scintilla che infiamma ed alimenta il legame sottile che lega due esseri umani. Questo è il tipo di amicizia che mi legava a Mariano. Ci siamo conosciuti nei corridoi del Liceo Gian Giacomo Adria, ci siamo ritrovati negli stessi atenei prima a Padova e poi a Palermo. Nella città patavina abbiamo condiviso per un certo periodo la stessa stanza del pensionato universitario (lui era di un anno più grande di me e quindi vi giunse prima). Quel pur breve periodo di convivenza riuscì a cementare il nostro rapporto umano. Mi ha consentito di condividere ed apprezzare le sue notevoli doti umane, la sua intelligenza vivace, la sua preparazione culturale, soprattutto la sua bontà d'animo. E' stato un valente professionista che vivendo in una piccola realtà come la nostra non ha potuto far valere tutte le sue considerevoli potenzialità, molte delle quali, purtroppo, sono rimaste inespresse. Avrebbe meritato ben altre platee per la sua realizzazione professionale. Acume, ingegno e rigore sono state le sue lineee guida nel campo dell'ingegneria, sua attività preminente, che lo rendeva un brillante punto di riferimento nel suo ambiente di lavoro, dove era molto stimato ed apprezzato. Il tutto condito da una fede, vera profonda e vissuta, che era il tratto distintivo della sua personalità. Persona di una dolcezza caratteriale che lo rendeva amabile a chi aveva la fortuna di venirne a contatto a vario titolo. Non lo ricordo mai senza il suo proverbiale sorriso sulle labbra. Abbiamo compiuto, per ovvi motivi professionali, percorsi di vita diversi. Le nostre vie non si sono mai incrociate, ma ciò non è stato sufficiente a far scemare la nostra amicizia. Bastava incontrarsi, nelle occasioni più disparate, anche per pochi minuti, perchè scattasse la molla che ci faceva entrare subito in sintonia rendendoci solidali e complici. Succedeva sovente, vederci per strada, si avvicinava gioioso e mi proponeva un argomento di discussione di varia natura, familiare, di salute, professionale, politica o ludica (gli piaceva raccontare storielle e creare un clima sereno e distensivo), e ci si lasciava come due “grandi” amici, in attesa della prossima occasione. Una persona fuori dal comune, per la quale trovare aggettivi, superlativi per quanto possono essere, risulterebbero comunque riduttivi, prestando il fianco alla retorica nella quale non voglio scadere. Una grande perdita per la famiglia, per gli amici ma anche per la Società civile, così parca di uomini onesti, altruisti, educati, capaci, disinteressati. Il suo ricordo resterà scolpito nella mia memoria tra quello delle persone più care e sarò sempre grato alla sorte che ci ha fatto conoscere.

12 gennaio 2009

Gianni Bua 1945 - 2013

Un compagno di scuola, una cara persona con la quale abbiamo condiviso poco del nostro vissuto, ma quel poco è stato sufficiente a farmelo apprezzare e stimare incondizionatamente. Quelle rare volte che ci vedevamo comunque era un piacere reciproco ed era un ping pong con i ricordi di un passato giovanile che ci aveva visti protagonisti, assieme a tanti amici e compagni comuni (Gianluigi, Nello, Claudio, Felice, Gianni, Aldo... ). Ne serbo un ricordo bello, sincero, spontaneo e indelebile. 

10 gennaio 2009

Caduti

La foto che segue è degli anni Quaranta. Ritrae un gruppo di civili e militari della Regia Marina, in attesa dell'arrivo di qualcuno all'interno della nostra stazione ferroviaraia. Dai pianti delle donne e dal segno di lutto sul braccio del militare ipotizzo trattarsi dell'arrivo di qualche marinaio caduto durante l'ultimo conflitto mondiale
Riconosco: Il maestro Vito La Monaca (al centro con i capelli canuti) e davanti a lui il figlio Francesco, divenuto poi odontotecnico
10 novembre 1940
Capitano di Corvetta Giuseppe Caito (a destra)
disperso con il suo sommergibile durante l'ultimo conflitto mondiale

1940

Giuseppe Caito in abiti borghesi

Filippo Giarratano
Il Re d'Italia Vittorio Emanuele III appende al petto del marinaio una medaglia al valore militare. Filippo Giarratano abitava in via Madonna del Paradiso. Venne insignito dell'onorificienza perchè perse una gamba nel tentativo di aiutare due marinai in difficoltà, durante l'affondamento della sua nave.
Aviazione
Giovanni Sferlazzo 
tenente pilota caduto per la patria, con il proprio aereo, durante l'ultimo conflitto mondiale

08 gennaio 2009

Documenti religiosi

Affresco raffigurante lo stemma del vescovo mons. Antonio Maria Saeli (dal 1882 al 1900). L'affresco si trova presso la cappella privata, alla ex Casa del Vescovo (la casina rossa), sede estiva dei vescovi dell'epoca, oggi Cantina Feudo Vignale sita in via Salemi, di proprietà dei Fratelli di Gregorio. L'immagine recente è quella in visione e denota un maldestro restauro, operato da qualche maldestro imbianchino.



Dagli scritti del Fazello: 
Al convento dei padri Cappuccini di Castelvetranoi si venera l’insigne Crocifisso di padre Pietro da Mazara, che parlò familiarmente col medesimo l’anno 1550, come si legge nelle Canoniche dei padri suddetti, del quale crocifisso vi è tradizione, che essendosi assaltata la città di Africa il suddetto anno da P. Giovanni Austria de Vega nelle vicinanze di Tunisi, perché era tramontato il sole, fece mantenere crepuscoli serotini sino alle due ore della notte, per cui i cattolici colsero in quel tempo i frutti della loro vittoria contro i turchi; ed ancora, che abbia scaturito sangue da una coscia in occasione che un prelato volle toccarlo col temperino per vedere di quale materiale fosse stato formato, dal che ne appare attualmente il segno.
Questo Crocifisso fu portato in questa città di unità al corpo del padre Pietro da Mazara dal suddetto Padre Giovanni D’Austria che fu pregato dall’ accennato padre di non gettarlo in mare dopo la sua morte, ma di portarlo nella terra più vicina della Sicilia, essendo qui approdato perciò vi lasciò il corpo del padre Pietro con l’accennato Crocifisso. 


Opera delle Vocazioni

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1916 - Numero Unico 
Per il primo anniversario della fondazione della Associazione giovanile cattolica

1925

1950



1963- Elezioni regionali
Manifesto appeso in tutte le chiesa della città


02 gennaio 2009

Lu Ponti di ferru

Quanti ricordi ci legano a questo vecchio ponte che ci ha accompagnato in molte avventure nella nostra giovinezza. Ubicato dopo il vecchio faro univa la parte antica del porto canale con la zona nuova frangiflutti (le strutture artificiali situate a ridosso della costa per proteggere la spiaggia e il molo o dagli attacchi dei flutti e dall'erosione provocata dal moto ondoso). Il ponte ha visto di tutto: il nascere di amori giovanili, ha fatto da trampolino per i nostri tuffi (dato che non abbiamo mai avuto una piscina pubblica), è stato per anni la piattaforma dove si praticava la pesca da riva con le canne.

Barca di appoggio a imbarcazioni più piccole che pescavano con le lampare
Fratelli Marrone (Domenico, Vincenzo e Battista) "Li Cafatti"


Giancarlo Calabrese, Tanino Russo