16 marzo 2014

Giuseppe Roberto Burgio

30/4/1919 - 8/3/2014
Nacque a Palermo, ove si laureò nel 1942. Si è formato alla scuola palermitana di Michele Gerbasi(1900-1994).
Nel 1966 la direzione della Clinica Pediatrica di Pavia fu assunta dal Prof. Giuseppe Roberto Burgio, allievo della scuola palermitana del Prof. Michele Gerbasi e già Direttore della Clinica Pediatrica dell'Università di Perugia dal 1962 al 1965.
Nei ventiquattro anni della Sua direzione (1966-1989) diede uno straordinario impulso alle attività della Clinica Pediatrica con l’organizzazione, fra l'altro (1976), a fianco dei reparti di degenza, di un sistema di ricovero di tipo day-hospital dove i bambini vengono sottoposti ad accertamenti clinico-diagnostici in tempi brevi con ottimizzazione dei servizi.
Fu presidente della Società Italiana di Pediatria, membro della prestigiosa Deutsche Akademie der Naturforscher Leopoldina, delle Società di Pediatria di Svizzera, Germania, Austria, Argentina; DEll European Society for pediatric Researche; dell'European Society for Pediatric Haematology and Immunology, di cui fu presidente; dell'Association for Pediatric Education in Europe; dell'European Society for Social Pediatric; della New York Accademy of Sciences. Socio d'onore della'Accademia Medica Lombarda. Il 2 giugno 1978 gli fu conferita la Medaglia d'oro ai benemeriti della scuola e della cultura dell'arte il 30 marzo 1990 la Medaglia d'oro al merito della sanità pubblica; il 20 dicembre 2004 l'onorificenza di Commendatore dell'Ordine al Merito della repubblica Italiana; nel 2010 quella di "Maestro della Pediatria" da parte della Società italiana di Pediatria. Gli fu intitolata l'aula delle lezioni della Clinica Pediatrica e il Dipartimento di Pediatra dell'Università di Pavia.

1976-1979 
Presidente della SIP (società Italiana di Pediatria)

2010
Il presidente della SIP Alberto G. Ugazio il premio al suo maestro Giuseppe Roberto Burgio, “Pioniere dell’Immunoematologia pediatrica” che ha saputo dar vita "a una grande scuola i cui allievi praticano in un gran numero di università di tutto il mondo"

Maggio 2003
Il preside della Facoltà di Medicina abbraccia Roberto Burgio in occasione dell'intitolazione del padiglione di pediatria
Pavia
Il trattato di clinica e terapia “Pediatria essenziale”, curato a otto mani dai professori Giuseppe Roberto Burgio, Alberto Martini, Luigi Nespoli e Luigi Daniele Notarangelo, pubblicato per la prima volta nel 1978 e giunto oggi alla sua quinta edizione, verrà presentato domani alle 18 alla libreria Feltrinelli in un incontro con il professor Burgio (già direttore della Clinica Pediatrica di Pavia, dal 1966 al 1989), moderato dal pediatra Italo Farnetani. «Siamo tutti impegnati a far vivere bene chi nasce – si legge nell'introduzione al volume (oggi, nella nuova edizione, un doppio tomo di oltre 1800 pagine) - Particolarmente impegnati sono, ovviamente, i genitori e i pediatri che, per vocazione, missione o scelta, devono al meglio conoscere i bambini e gli adolescenti e al meglio assisterli: perché crescano sani o, se malati, possano tornare in buona salute». Sono queste le considerazioni a cui si sono ispirati gli autori della nuova edizione di “Pediatria essenziale”, per offrire agli addetti ai lavori una guida “corale” unitaria, al contempo professionale, scientifica e sperimentata, come spiega il professor Burgio. «”Pediatria essenziale” nacque 35 anni fa come eccellente compendio di pediatria ed è diventato oggi un eccellente trattato di pediatria, con un numero di pagine doppio rispetto alle prime 4 edizioni – racconta il pediatra – Oltre a noi curatori, gli autori della nuova edizione sono oltre 120 pediatri italiani, scelti per la loro specializzazione in determinati campi ».
Con “pediatria” a quale fascia d'età ci si riferisce?«La pediatria si conclude solo quando si conclude la crescita dei ragazzi. Di conseguenza, i pediatri per ben curare, dovrebbero ben conoscere i loro pazienti e seguirli fino all'adolescenza compresa».
Quali gli aggiornamenti del testo?«Tutta la cultura della pediatria è progredita negli ultimi vent'anni: in particolare, grandi passi sono stati fatti nelle tecniche neonatologiche, assolutamente rinnovate, nelle malattie endocrine e metaboliche e poi nell'immunologia e nella oncoematologia».
Un tema “caro” ai genitori: cosa pensa del numero di vaccinazioni oggi consigliate ai bambini?«Alle vaccinazioni abbiamo dedicato un intero capitolo del libro, mettendo in luce tutti i vantaggi che queste presentano e che, a mio modo di vedere, non hanno ombre né un contrappeso negativo».
Altro argomento “caldo” per i genitori: gli antibiotici e il giusto equilibrio.«Distinguiamo i casi necessari da quelli superflui. Ogni abuso può creare germi resistenti, non più sensibili al loro effetto».
Marta Pizzocaro
13/3/2014
Luigi D. Notarangelo, Alberto Chiara, Roberto Burgio

Ricordi di un allievi
Ricordare la figura del proprio Maestro è compito non da poco, soprattutto se questa figura, come quella del professor Burgio, si caratterizza per molti tratti di personalità, tutti straordinariamente incisivi. La mente di chi, come me, gli è stato assiduamente vicino, soprattutto negli ultimi cinque lustri, e ha coltivato con lui un rapporto di continua, amichevole solidarietà devota, avverte una certa difficoltà nel parlarne, sentendo l’obbligo morale di farlo imparzialmente.
Viveva la solidarietà sociale come un suo lavoro, non diverso da quello svolto, giorno dopo giorno, in ospedale; il rapporto direttore-allievi era improntato da un rigore di fondo e una certa austerità. È importante ricordare del professor Burgio, la sua capacità di essere sempre “avanti”, con intuizioni straordinarie e straordinariamente moderne che, pur avendo come punto di riferimento iniziale la pediatria, si allargavano alla filosofia, all’etica, alla scienza della comunicazione.
Il trapianto di midollo osseo e l’istocompatibilità erano le sue passioni. Conosceva a fondo Dante e si compiaceva di recitarne alcuni passi. “Ad impossibilia nemo tenetur” era solito dire di fronte all’impossibilità di realizzare un obiettivo, un proposito. “Habeant sua fata” proferiva nei confronti della persone che lo avevano deluso; che riteneva meritassero (come suoleva commentare) un “abbandono al loro destino”, un allontanamento dalla sua frequentazione; intollerante, come era, di ogni falsità o ipocrisia. Anche questo desidero ricordare del suo modo di vivere, di sentire e di giudicare i valori della vita, insieme con gli insegnamenti che hanno formato generazioni di Pediatri.
Alberto Chiara 
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9/5/2014 L’8 maggio è la data del compleanno del mio papà: era fiero del mese, diceva: è il mese delle rose, la regina dei fiori. Ed era fiero del giorno, in quanto dedicato a San Vittore patrono della nostra città.Spesso la domenica successiva coincideva con la festa della mamma, per cui finché in vita, le due ricorrenze venivano festeggiate insieme in famiglia. Ora li pensiamo, papà e mamma, accanto a tutti i nostri cari.Ma, a proposito del giorno 8, vorrei ricordare un altro “papà” a me particolarmente caro, il professor Giuseppe Roberto Burgio a due mesi dalla sua scomparsa avvenuta a Pavia, l’8 marzo, a pochi giorni dal compimento dei suoi 95 anni.È stato Direttore della Clinica Pediatrica di Pavia dal 1966 al 1989; ha insegnato a numerosi pediatri trasmettendo accanto alle rigorose informazioni scientifiche anche modalità di ascolto, di attenzione nei confronti del malato, sempre nel segno del rispetto della persona – bambino.Ci suggeriva sempre che “ per riconoscere, bisogna prima conoscere” invitandoci a non smettere mai di studiare e di approfondire le tematiche pediatriche, che lui sapeva rendere affascinanti.Il suo eloquio coinvolgente e con rara capacità di analisi e di sintesi, rendeva viva la nostra partecipazione alle lezioni o ai vari e numerosi congressi in cui il professor Burgio è stato per lunghi anni insigne e brillante oratore.La porta del suo studio in Clinica a Pavia era sempre aperta ad accogliere noi giovani studenti o specializzandi: la sua proverbiale disponibilità ci permetteva di superare quel timore reverenziale che potevamo provare di fronte al Direttore.Ma anche successivamente, già operativi in ruoli vari, sapevamo di poter contare su un “papà” particolare: bastava la sua voce, al telefono, sempre cortese e disponibile a chiarire i nostri dubbi o a rafforzare le nostre certezze, perché la sua umanità era davvero unica.E’ stato un “ante litteram” in diversi campi: dall’immuno – allergologia all’ematologia pediatrica, dalla genetica alla bioetica; già dal lontano 1976 pensò al Day Hospital pediatrico per rendere più agevole il percorso ospedaliero dei piccoli degenti.Nel 1981 inaugurò una modernissima Clinica Pediatrica a Pavia cui dedicò le sue grandi doti di medico competente e appassionato per offrire ai bambini, che tanto amava, un luogo dove la sofferenza si poteva stemperare grazie ad ambienti creati a loro misura: ricordava spesso che al centro o comunque prima di ogni altra esigenza l’adulto doveva porre il bambino.Numerosissimi sono i contributi scientifici del Prof. Burgio e altrettanto numerosi i libri che ha scritto: particolarmente affezionato era a “Pediatria Essenziale” su cui tutti i pediatri legati alla sua scuola hanno studiato; pochi giorni prima di chiudere il suo percorso terreno ancora stava lavorando ad una sua stesura rinnovata e aggiornata. Nel 2007 pubblicò un testo ricco di riflessioni per coloro che svolgono l’attività pediatrica: “Una Pediatria per la Società che cambia” dove sottolineava l’evoluzione socio-sanitaria in un difficile mondo in divenire.“Nessuno nasce per propria volontà” ricordava spesso, per cui con le parole di Giovenale “maxima debetur puero reverentia”, ci riportava al nostro ruolo di difensori dell’infanzia.Ho ritenuto allegare un intervento del professor Burgio del 1997, in occasione di un convegno a Milano sull’infanzia violata, tema a me particolarmente caro, per rendere tangibile un ricordo di una persona i cui insegnamenti vivranno perennemente, attraverso i suoi allievi, nei bambini di oggi e in tutti quelli che verranno.A mio papà un pensiero di gratitudine per la vita, al professor Burgio per la professione che amo.
Anna Maria Bottelli 
L’addio. In tanti al S. Matteo per la messa
Amici, colleghi, allievi hanno voluto salutare per l’ultima Roberto Burgio, il pioniere della pediatria come la conosciamo oggi arrivato a Pavia nel 1966.Sotto la sua direzione, la Pediatria del San Matteo è diventata anche tra i primi in Europa per i trapianti di midollo osseo sui bambini affetti da leucemia. Niente celebrazioni ufficiali in ateneo – come proposto dal rettore – nè un funerale a Pavia: tutto si è svolto in forma strettamente privata per volere dei figli che per il momento hanno preferito tenere un profilo basso. Nel primo pomeriggio la salma è stata trasferita a Perugia, per la tumulazione. Ma una moltitudine ieri sera ha affollato la chiesa del policlinico del San Matteo per la messa celebrata in suffragio del professore. In prima fila anche il sindaco, tanti sono rimasti fuori.