22 aprile 2012

Un mazarese in Cina

La Concessione italiana di Tientsin (Cina) era un territorio di 46 ettari, ottenuto dall’Italia dopo la spedizione internazionale per la Rivolta dei Boxer (1901) ed occupato quale colonia dal Regno d’Italia fino al 1943. L’area era costituita da un terreno lungo la riva sinistra del fiume Hai-Ho (Pei-ho) ricco di saline, con un villaggio ed un'ampia zona paludosa adibita a cimitero, in cui fu presente un Corpo di spedizione italiano in Cina. Quasi alla fine della Prima Guerra Mondiale fu inviato dall’Italia un contingente di 900 militari “irredenti” (L'irredentismo italiano fu un movimento d'opinione, espressione dell'aspirazione italiana a perfezionare territorialmente la propria unità nazionale, liberando le terre soggette al dominio straniero) inquadrati nella Legione Redenta di Siberia che uniti agli Alpini italiani costituirono il Corpo di spedizione italiano in Estremo Oriente di stanza in Tientsin che combatté per mantenere attiva la ferrovia transiberiana in Manciuria in quanto preziosa via di comunicazione per approvvigionare i “Bianchi” durante la rivoluzione russa. Il 5 marzo 1925, per volontà del Duce Benito Mussolini, fu istituito in modo stabile il Battaglione italiano in Cina (composto dalle Compagnie San Marco, Libia e San Giorgio) quale presidio permanente della Marina ospitato nella nuova Caserma “Ermanno Carlotto”. Caratteristica tutta italiana, nell’area furono costruiti molti edifici moderni, vie e piazze ancora oggi esistenti fra le quali sono da ricordare Piazza Regina Elena e Piazza Dante e sul fiume la Banchina d’Italia. Nel periodo di maggiore splendore, la Concessione arrivò ad avere una popolazione di circa 10.000 abitanti di cui 300 italiani. Nel 1927, dopo una serie di scontri tra opposte fazioni cinesi, la concessione fu allargata con l’occupazione da parte italiana della confinante concessione austriaca temporaneamente rioccupata dai cinesi. Nel 1935, la concessione aveva una popolazione di 6.261 persone, così suddivisa: circa 110 italiani residenti a quali si aggiunsero diverse centinaia di italiani che avevano aperto le loro sedi commerciali, circa 5.000 cinesi e 536 di altra nazionalità. Negli anni trenta la Regia Marina aveva anche truppe in altre località cinesi, come nel Forte di Shan Hai Kuan vicino, all'inizio, della Muraglia cinese in Manciuria ed a Shangai.
Nota storica a cura del Generale (Aus. E.I.) Matteo Dott. Giacalone

Asaro Rosario
Il mazarese Rosario Asaro, figlio del più conosciuto 'zu Cola l’ugghiaru che aveva la rinomata putia sita in via San Giovanni nei pressi della chiesa di San Nicola di Bari, partecipò alla spedizione del Battaglione San Marco in Cina in qualità di marò trombettiere ed appartenente alla locale banda della Regia Marina dal 1926 al 1928. Le foto sono tratte dal suo album personale.

Ricordo in tessuto e seta

Asaro Rosario foto ricordo in studio

Altra posa 



Foto acquerellata a mano

Con la sua tromba e alcuni commilitoni

Sembra una sfilata di divise dell'epoca

Banda della Regia Marina Italiana

Sfilata militare italiana 

I rappresentanti delle varie Nazioni rendono omaggio ai caduti portando delle corone al monumento al Milite Ignoto

Monumento al Milite Ignoto


particolare

La Banda militare si esibiva anche in concerti per civili

Foto ricordo con persone del luogo

Una curiosità che pochi conoscono
Nel 1917 gli italiani occuparono la concessione austro-ungarica di Tientsin, essa tornò alla Cina nel 1919, fu poi definitivamente occupata dall'Italia nel 1927 in seguito a ribellioni e scontri fra opposte fazioni cinesi. Tutto fu poi perduto dopo l'8 settembre. Ai primi del 1927, a causa della difficile situazione verificatasi a Shanghai nelle cui vicinanze infuriava la lotta tra “Sudisti” e “Nordisti” che sembrava volesse sconvolgere tutto e bandire una crociata per cacciare gli stranieri dalla Cina, la Regia Nave Libia sbarcò la sua Compagnia che, insieme agli altri contingenti internazionali, concorse validamente alle operazioni per la difesa del “Settlement” di Shanghai. 

Ecco alcune foto di quei giorni
Ufficiali italiani

Caserma "Ermanno Carlotto"
Il 26 aprile 1928, l’Ammiraglio Miraglia, Comandante Superiore Navale  in E.O. passò la rivista e l’ispezione al Battaglione.




Lotte sanguinose senza esclusione di colpi tra Nordisti e Sudisti
Le teste mozzate cadevano come nulla fosse



Venivano pure messe in mostra come trofei


1 commento:

Rossana Asaro ha detto...

Grazie un regalo stupendo... mio nonno Saro! ... quanti ricordi... il quadro l'ho ereditato io, ma molte foto non le avevo mai viste... grazie!