Un'altra foto si aggiunge all'ormai lunga sequenza d'immagini che vanno ad accrescere la mia toccante galleria. Ogni volta che un nuova cara persona vi trova posto, il dolore, l'angoscia, la mestizia, il rimpianto raggiungono vette indicibili. Trovare sempre, parole nuove per descriverne i sentimenti diventa una vera e propria impresa. Con Peppe (per me era Peppe), eravamo amici ma non troppo. Non ci legava un rapporto fraterno, profondo, come raramente d'altronde avviene nella nostra esistenza terrena, ma esisteva una leale conoscenza e una stima reciproca che risaliva sin dai tempi del Liceo. Le fasi alterne della nostra vita, legate al nostro vissuto e alla nostra attività professionale, hanno contribuito a rendere il nostro rapporto altalenante. Ciò non ha impedito di ritrovarci in età matura e di rinnovare la stima condivisa. Ho avuto, anche, la fortuna di essere stato il suo medico di famiglia, fin quando ho esercitato la nobile arte, e di essere stato con lui un sostenitore dell'Avis comunale, che io stesso tanti anni fa ho contribuito a realizzare dal nulla. Nell'associazione, anche se a fasi alterne, egli ha dato il suo contributo, assumendo, in qualche occasione, anche posti di rilievo nella gerarchia gestionale. Il suo carattere era puntiglioso, spigoloso a volte complicato, ma profondamente vero. Ho tentato ma non vi sono mai riuscito d'avvicinarlo alle nuove incalzanti tecnologie, cosa che lui rifiutava incondizionatamente, e sulle quali nessun compromesso era possibile, perché talvolta, sapeva essere testardo. Talvolta le sue prese di posizione sui vari temi affrontati erano di un'intransigenza disarmante perché era molto legato in modo viscerale al passato, alle tradizioni ed aveva dei punti fermi ai quali non intendeva rinunciare per nessuna ragione. Era un inguaribile nostalgico dei tempi andati, la modernità lo "sfiorava" e spesso faceva di tutto per scansarla, ed era fiero di essere un convinto conservatore. Forse mi sono dilungato troppo su alcuni suoi aspetti caratteriali e comportamentali che potrebbero ingannare e proiettare una luce non favorevole su d lui, ma non è questo il mio intendimento, tutt'altro, io ho usato il mio consueto metro, la lealtà e la sincerità, il suo bilancio civile ed umano rimane ampiamente positivo. Era una persona seria, rispettosa delle regole, amante della famiglia alla quale ha dato molto in termini di affetto, benessere ed educazione. Ha trovato una compagna di vita ideale che lo ha seguito nel profondo Sud, che per lui ha lasciato l'amata Vercelli e assieme hanno coronato il loro sogno d'amore ricevendo in dono dal destino due meravigliosi ragazzi, Anna ed Umberto. Nel suo lavoro di docente di Educazione fisica negli Istituti superiori, è stato un esempio di correttezza e professionalità ed io sono onorato di aver condiviso con lui una frazione della nostra esistenza. Addio amico mio!
La famiglia riunita per il compleanno di Umberto
Patrizia Bossola, Peppe, Umberto e Anna
Foto Davide Castelli