Nel 1966 la direzione della Clinica Pediatrica di Pavia fu assunta dal Prof. Giuseppe Roberto Burgio, allievo della scuola palermitana del Prof. Michele Gerbasi e già Direttore della Clinica Pediatrica dell'Università di Perugia dal 1962 al 1965.
Nei ventiquattro anni della Sua direzione (1966-1989) diede uno straordinario impulso alle attività della Clinica Pediatrica con l’organizzazione, fra l'altro (1976), a fianco dei reparti di degenza, di un sistema di ricovero di tipo day-hospital dove i bambini vengono sottoposti ad accertamenti clinico-diagnostici in tempi brevi con ottimizzazione dei servizi.
Fu presidente della Società Italiana di Pediatria, membro della prestigiosa Deutsche Akademie der Naturforscher Leopoldina, delle Società di Pediatria di Svizzera, Germania, Austria, Argentina; DEll European Society for pediatric Researche; dell'European Society for Pediatric Haematology and Immunology, di cui fu presidente; dell'Association for Pediatric Education in Europe; dell'European Society for Social Pediatric; della New York Accademy of Sciences. Socio d'onore della'Accademia Medica Lombarda. Il 2 giugno 1978 gli fu conferita la Medaglia d'oro ai benemeriti della scuola e della cultura dell'arte il 30 marzo 1990 la Medaglia d'oro al merito della sanità pubblica; il 20 dicembre 2004 l'onorificenza di Commendatore dell'Ordine al Merito della repubblica Italiana; nel 2010 quella di "Maestro della Pediatria" da parte della Società italiana di Pediatria. Gli fu intitolata l'aula delle lezioni della Clinica Pediatrica e il Dipartimento di Pediatra dell'Università di Pavia. Mazara ha voluto ricordare l'illustre concittadino intitolandogli il Reparto di Pediatria dell'Ospedale Abele Ajello nel 2020.
Con “pediatria” a quale fascia d'età ci si riferisce?«La pediatria si conclude solo quando si conclude la crescita dei ragazzi. Di conseguenza, i pediatri per ben curare, dovrebbero ben conoscere i loro pazienti e seguirli fino all'adolescenza compresa».
Quali gli aggiornamenti del testo?«Tutta la cultura della pediatria è progredita negli ultimi vent'anni: in particolare, grandi passi sono stati fatti nelle tecniche neonatologiche, assolutamente rinnovate, nelle malattie endocrine e metaboliche e poi nell'immunologia e nella oncoematologia».
Un tema “caro” ai genitori: cosa pensa del numero di vaccinazioni oggi consigliate ai bambini?«Alle vaccinazioni abbiamo dedicato un intero capitolo del libro, mettendo in luce tutti i vantaggi che queste presentano e che, a mio modo di vedere, non hanno ombre né un contrappeso negativo».
Altro argomento “caldo” per i genitori: gli antibiotici e il giusto equilibrio.«Distinguiamo i casi necessari da quelli superflui. Ogni abuso può creare germi resistenti, non più sensibili al loro effetto».
Viveva la solidarietà sociale come un suo lavoro, non diverso da quello svolto, giorno dopo giorno, in ospedale; il rapporto direttore-allievi era improntato da un rigore di fondo e una certa austerità. È importante ricordare del professor Burgio, la sua capacità di essere sempre “avanti”, con intuizioni straordinarie e straordinariamente moderne che, pur avendo come punto di riferimento iniziale la pediatria, si allargavano alla filosofia, all’etica, alla scienza della comunicazione.
Il trapianto di midollo osseo e l’istocompatibilità erano le sue passioni. Conosceva a fondo Dante e si compiaceva di recitarne alcuni passi. “Ad impossibilia nemo tenetur” era solito dire di fronte all’impossibilità di realizzare un obiettivo, un proposito. “Habeant sua fata” proferiva nei confronti della persone che lo avevano deluso; che riteneva meritassero (come suoleva commentare) un “abbandono al loro destino”, un allontanamento dalla sua frequentazione; intollerante, come era, di ogni falsità o ipocrisia. Anche questo desidero ricordare del suo modo di vivere, di sentire e di giudicare i valori della vita, insieme con gli insegnamenti che hanno formato generazioni di Pediatri.