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25 gennaio 2018

Un mazarese in Cina

La Concessione italiana di Tientsin (Cina) era un territorio di 46 ettari, ottenuto dall’Italia dopo la spedizione internazionale per la Rivolta dei Boxer (1901) ed occupato quale colonia dal Regno d’Italia fino al 1943. L’area era costituita da un terreno lungo la riva sinistra del fiume Hai-Ho (Pei-ho) ricco di saline, con un villaggio ed un'ampia zona paludosa adibita a cimitero, in cui fu presente un Corpo di spedizione italiano in Cina. Quasi alla fine della Prima Guerra Mondiale fu inviato dall’Italia un contingente di 900 militari “irredenti” (L'irredentismo italiano fu un movimento d'opinione, espressione dell'aspirazione italiana a perfezionare territorialmente la propria unità nazionale, liberando le terre soggette al dominio straniero). Inquadrati nella Legione Redenta di Siberia, che uniti agli Alpini italiani, costituirono il Corpo di spedizione italiano in Estremo Oriente di stanza in Tientsin che combatté per mantenere attiva la ferrovia transiberiana in Manciuria in quanto preziosa via di comunicazione per approvvigionare i “Bianchi” durante la rivoluzione russa. Il 5 marzo 1925, per volontà del Duce Benito Mussolini, fu istituito in modo stabile il Battaglione italiano in Cina (composto dalle Compagnie San Marco, Libia e San Giorgio) quale presidio permanente della Marina ospitato nella nuova Caserma “Ermanno Carlotto”. Caratteristica tutta italiana, nell’area furono costruiti molti edifici moderni, vie e piazze ancora oggi esistenti fra le quali sono da ricordare Piazza Regina Elena e Piazza Dante e sul fiume la Banchina d’Italia.
Nel periodo di maggiore splendore, la Concessione arrivò ad avere una popolazione di circa 10.000 abitanti di cui 300 italiani. Nel 1927, dopo una serie di scontri tra opposte fazioni cinesi, la concessione fu allargata con l’occupazione da parte italiana della confinante concessione austriaca temporaneamente rioccupata dai cinesi. Nel 1935, la concessione aveva una popolazione di 6.261 persone, così suddivisa: circa 110 italiani residenti a quali si aggiunsero diverse centinaia di italiani che avevano aperto le loro sedi commerciali, circa 5.000 cinesi e 536 di altra nazionalità. Negli anni trenta la Regia Marina aveva anche truppe in altre località cinesi, come nel Forte di Shan Hai Kuan vicino, all'inizio, della Muraglia cinese in Manciuria ed a Shangai.
Nota storica a cura del Generale (Aus. E.I.) Matteo dott. Giacalone

Asaro Rosario
Il mazarese Rosario Asaro, figlio del più conosciuto 'zu Cola l’ugghiaru che aveva la rinomata putia sita in via San Giovanni nei pressi della chiesa di San Nicola di Bari, partecipò alla spedizione del Battaglione San Marco in Cina in qualità di marò trombettiere ed appartenente alla locale banda della Regia Marina dal 1926 al 1928. Le foto sono tratte dal suo album personale.

Ricordo in tessuto e seta

Asaro Rosario foto ricordo in studio

Altra posa 



Foto acquerellata a mano

Con la sua tromba e alcuni commilitoni

Sembra una sfilata di divise dell'epoca

Banda della Regia Marina Italiana

Sfilata militare italiana 

I rappresentanti delle varie Nazioni rendono omaggio ai caduti portando delle corone al monumento al Milite Ignoto

Monumento al Milite Ignoto


particolare

La Banda militare si esibiva anche in concerti per civili

Foto ricordo con persone del luogo

Una curiosità che pochi conoscono
Nel 1917 gli italiani occuparono la concessione austro-ungarica di Tientsin, essa tornò alla Cina nel 1919, fu poi definitivamente occupata dall'Italia nel 1927 in seguito a ribellioni e scontri fra opposte fazioni cinesi. Tutto fu poi perduto dopo l'8 settembre. Ai primi del 1927, a causa della difficile situazione verificatasi a Shanghai nelle cui vicinanze infuriava la lotta tra “Sudisti” e “Nordisti” che sembrava volesse sconvolgere tutto e bandire una crociata per cacciare gli stranieri dalla Cina, la Regia Nave Libia sbarcò la sua Compagnia che, insieme agli altri contingenti internazionali, concorse validamente alle operazioni per la difesa del “Settlement” di Shanghai. 

Ecco alcune foto di quei giorni
Ufficiali italiani

Caserma "Ermanno Carlotto"
Il 26 aprile 1928, l’Ammiraglio Miraglia, Comandante Superiore Navale  in E.O. passò la rivista e l’ispezione al Battaglione.




Lotte sanguinose senza esclusione di colpi tra Nordisti e Sudisti
Le teste mozzate cadevano come nulla fosse



Venivano pure messe in mostra come trofei


12 gennaio 2010

Marina Militare Italiana

Anni Trenta
14/5/1884 
1930 - Antonino Asaro 
Capo Cannoniere di I Classe della Regia Marina, il grado apicale per i sottufficiali della Regia Marina, con soprabito per gran divisa invernale e sciabola. Le medaglie sono: (da sinistra) anzianità di servizio, Guerra Italo-Turca 1911/1913, commemorativa 1915/1918 con 4 anni di servizio in guerra, seconda riga: unità d'Italia 1848-1918, interalleata della vittoria. Sposò Maria Pinta il 1 Giugno 1913.
1930 - Tipica foto d'epoca, acquerellata a mano
Nicolò Asaro (1910 - 1987)

1930
Leonardo Ingrande (1912-1992) (poi emigrato a San Deigo di California)

1931 - Taranto
Francesco Sardo (al centro)

1931
Andrea Incandela 

1935
Giacomo Giacalone (1913 - 2014)


1935 - Regia Marina - Giacomo Giacalone (il terzo in alto da destra)

1935 Tobruk (Libia) - Cacciatorpediniere italiano "San Martino"
Erasmo Foraci, Lungaro, Matteo Giaramitelli con Provenzano sulle spalle 

1935 - Tobruk (Libia)

 Matteo Giaramitelli (1913-1981)

Francesco Pugliese
E' stato a lungo imbarcato sul Cacciatorpediniere Folgore come cannoniere e puntatore scelto. 
Si arruolò volontario in Marina nel ’39 a soli 16 anni. Dopo l’armistizio dell’8 Settembre del ‘43 aveva appena compiuto 20 anni e si lasciava alle spalle una guerra mondiale. 


24/10/1942 (all'età di 24 anni)

Vincenzo Pellegrino del 1918, imbarcato sulla nave Duilio

Censimento


Censimento


1937 - Regia Marina
Francesco Provenzano (nato nel 1919)

1937 - Regia Marina
Pietro Giacalone (Miccu)

1937

Antonino Buscemi

1939 - Regia Marina
Enzo Manciaracina (mio suocero)


23/5/19 - 18/3/2016

Provenzano Salvatore - 1939

10/6/1920 - 26/11/1979

Alfonso Gancitano (Nasicchiu)

13/08/1942
Antonino Anselmo (1920)

1944

Salvatore Provenzano (emigrato con la famiglia a San Diego - California)


Gaspare Buscaino (sposato con Antonia Zummo) 



1943 Regia nave "Aliseo"
Al comando di Carlo Fecia di Cossato (già asso dei sommergibili atlantici)

(28/8/1916 - 02/11/1982
Il sig. Asaro fu mio vicino di casa da sempre (in via San Pietro). Fu una persona molto per bene, marinaio sino all'osso. L'ho stimato (assieme alla dolcissima moglie Maria, colonna portante della famiglia) e sono diventato amico dei parecchi figli. 
Egli fu timoniere di manovra del mitico comandante Fecia di Cossato e si distinse per le sue qualità di marinario e di nocchiero.

Qui assieme ad altri marinai dell'equipaggio


di Carlo Di Nitto. Il regio avviso scorta (torpediniera) “Aliseo ”, classe “Orsa” 2^ serie, dislocava 1700 tonnellate. Fu varato il 20 settembre 1942 presso i Cantieri Navalmeccanica di Castellammare di Stabia ed entrò in servizio nella Regia Marina il 28 febbraio 1943. Iniziò l’addestramento nel Golfo di Napoli, poi si trasferì a La Spezia per completare il collaudo delle sistemazioni belliche. Il 17 aprile 1943 ne assunse il comando il Capitano di Fregata Carlo Fecia di Cossato, già asso dei sommergibilisti atlantici. Effettuò alcune missioni di scorta nel Tirreno durante le quali, se si eccettua qualche breve contatto con aerei avversari, non si verificarono avvenimenti di particolare importanza. Alla proclamazione dell’armistizio, l’8 settembre 1943, si trovava con il gemello “Ardito” in porto a Bastia (Corsica). Essendosi verificati episodi di aggressione ad altre navi italiane da parte dei tedeschi, la mattina del 9, il Comandante di Cossato condusse la sua unità fuori dal porto e qui, vedendo l’ ”Ardito” pesantemente danneggiato e in gravi difficoltà, invertì la rotta e senza esitazione attaccò un’intera flottiglia di battelli germanici (due caccia sommergibili, cinque motozattere, una motobarca della Luftwaffe e due piroscafi armati che erano stati catturati agli italiani). Sia pur centrato nella sala macchine, riuscì ad affondare i due caccia sommergibili, tre motozattere costringendo le altre due ad incagliarsi, la motobarca e mettendo fuori uso i due piroscafi armati. Dopo il combattimento, raccolti 25 naufraghi tedeschi, partì per Portoferraio insieme al mal ridotto “Ardito” dove sbarcò i naufraghi. Successivamente, con altre unità, diresse prima a Palermo e poi a Malta in ottemperanza alle clausole armistiziali. Anche l’azione di Bastia, fu tra le motivazioni che portarono al conferimento della Medaglia d’Oro al Comandante di Cossato. La nave, rientrata a Taranto, durante la cobelligeranza effettuò altre missioni di scorta restando al comando di Carlo Fecia di Cossato fino a giugno 1944, quando questi fu posto agli arresti per il suo rifiuto di prestare giuramento al nuovo governo Bonomi che non aveva giurato, a sua volta, fedeltà al Re. A bordo dell’ ”Aliseo” scoppiarono dei tumulti in seguito ai quali il Comandante fu liberato e messo in congedo. A causa di ciò, Carlo Fecia di Cossato si suicidò per denunciare la grave crisi dei valori nei quali aveva sempre creduto. Al termine del conflitto, l’ “Aliseo”, dopo essere stato impiegato per trasporto materiali e personale, dal 1947 rimase fermo a Castellammare di Stabia, dove effettuò un lungo periodo di lavori dovendo essere consegnato alla Jugoslavia in conto riparazioni danni di guerra. Fu radiato il 23 aprile 1949 e consegnato con la sigla “Y” alla Marina jugoslava il 3 maggio successivo nel porto di Spalato. Ribattezzato “Biokovo”, rimase in servizio attivo fino al 6 aprile 1965, quando fu radiato definitivamente ed avviato, nel 1971, alla demolizione. Nella foto l’ “Aliseo”, pitturato con la colorazione delle marine alleate (scafo grigio scuro e sovrastrutture grigio chiaro), è ripreso unitamente alle corvette C11 “Gabbiano” (a dx) e C13 “Cormorano”, verosimilmente nell’ultimo periodo della cobelligeranza. Carlo Fecia di Cossato di Orazio Ferrara il samurai azzurro, ovvero l’asso dei sommergibilisti italiani. Il conte Carlo Fecia di Cossato (Roma 5.9. 1908 – Napoli 27.8.1944), l’asso dei sommergibilisti italiani nella seconda guerra mondiale, è una di quelle purissime figure della nostra sfortunata guerra a mare nell’ultimo conflitto 

il samurai azzurro, ovvero l’asso dei sommergibilisti italiani.

22/10/1947
Safina Giovanni - (1/6/1927 - 16/8/2015)

22/10/1949
Salvatore Cristaldi

14/02/1940
Giovanni Lino Guida

31/05/1940
Filippo Asaro, sottufficiale Regia Marina (in seguito divenne senatore della Repubblica)

1940 
Antonino Fiorentino (imbarcato su Dragamine di stanza a Palermo)

Sestri Levante
Leonardo Pina e due commilitoni


Nunzio De Santi (Nunzio diana)

1941 - Eroi della II guerra mondiale - Regia Marina
Pietro Giacalone (Miccu) con l'equipaggio della nave Aviere (affondata in quell'anno)

Al timone della nave Amerigo Vespucci
Giovan Battista Quinci (quagghiareddra), morto nel 1944
Colò a picco, assieme al fratello diciottenne Vito e all'intero equipaggio del motopesca Maria Laura , dopo aver urtato contro una mina nel Mediterraneo


1943
Ignazio Oretano - Vito Vaiasuso

1947
Mario Salvatore Rizzo

14/1271948
Giacomo Calandrino 

Anni Cinquanta
Domenico Giacalone (schilluzza)


Enzo Di Liberti


Enzo Di Liberti

Accademia Navale
Giacomo Calandrino

1950
Angelo Campanella


Angelo Campanella

15/11/1951 - Brindisi
Michele Pipitone

Fratelli
Pino e Nicola Giacalone

1953


Vito Foderà


Nicola Giacalone

1957 - Vaccinazioni di rito
Domenico Giacalone


Nino Spagnolo


25/4/1962 - Taranto


Matteo Marascia (1942 - 8/5/1988)
Emigrò negli USA a Boston (e ivi morì, in seguito ad un incidente sul lavoro)