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06 ottobre 2008

Emigrazione in Argentina

Nei primi decenni dell’ottocento aveva riguardato gruppi limitati di persone che vi si recavano soprattutto per ragioni di affari. Questa fase è stata definita “ligure” per la prevalenza di genovesi, interessati al traffico commerciale. A partire dal 1820 vi fu anche un’emigrazione politica, che si intensificò dopo il 1848. La partecipazione degli esuli alla vita civile del Sudamerica, in difesa dell’indipendenza e della libertà di quei popoli, è il dato che contraddistingue questo tipo d’emigrazione. Gli esuli non chiedevano soltanto un asilo, un rifugio, ma portavano ai popoli che li accoglievano il contributo della loro passione politica e delle loro idee. L’esempio più noto è ovviamente quello della “legione italiana” di Garibaldi, ma se ne potrebbero ricordare anche altri. La seconda fase ebbe inizio col 1870 e durò fino al 1890. Essa è stata definita “nord-occidentale” per la prevalenza di emigranti provenienti dall’Italia del nord. Dal 1890 al 1920, infine, vi fu, invece una prevalenza di meridionali. La grande emigrazione che ebbe inizio nel 1870 è legata ai processi di trasformazione che ebbero luogo nelle campagne. Si discute se questa ondata emigratoria sia stata causata più da fattori interni o esterni, cioè se si sia trattato di un processo di espulsione dall’Italia di masse che non riuscivano più a trovarci le condizioni elementari di sopravvivenza, o a un processo di attrazione da parte della “Merica” (così, di solito, gli emigranti definiscono nelle loro lettere la nuova terra) su persone che volevano migliorare le loro condizioni di vita. È indubbio che in quei decenni ci fu un peggioramento di queste condizioni e che esse sarebbero state ancora più gravi se la pressione demografica non avesse trovato sfogo nell’emigrazione. Certo, non si possono nemmeno escludere, tra le motivazioni che spingevano a lasciare l’Italia, la volontà di tentare la fortuna, spesso sull’esempio di compaesani, sia che l’avessero già trovata sia che la immaginassero, nel Sudamerica, vicina o almeno possibile

Anni Cinquanta
Ignazio Casubolo e signora
Mar della Plata, provincia di Buenos Aires

Qui con la figlia Daniela a Buenos Aires


Ritorno in patria: Daniela e Gabriella


Andrea Casubolo

Maria Bucca (ieri)
 
El Palomar (città compresa nell'agglomerato urnano di Buonos Aires)

Maria Bucca (ieri)

Maria Bucca nel 2016

02 ottobre 2008

Emigrazione in Venezuela

Il grande boom inizia dopo la II guerra mondiale. Tra il 1946 al 1960 si recano in Venezuela 236 mila connazionali. Il Venezuela si trovava in un momento economico positivo , venutosi a creare grazie allo sfruttamento intensivo del petrolio, mentre in Italia ancora doveva iniziare il boom economico. Per favorire questi flussi il Venezuela e L’Italia stringono forti rapporti di collaborazione. Lo Stato Italiano favorisce, anche economicamente, questi espatri, tramite il CIME (Comitato Intergovernativo per le Migrazioni Europee). Il 40% di quelli partiti fece poi ritorno in patria. Gli italiani divennero una colonna portante dell’economia venezuelana e italiana, che allora stentava e che non riusciva a garantire un futuro in patria ai propri figli. Ma questi stessi figli fuoriusciti, divennero preziosi: le loro rimesse contribuirono alla crescita economica del paese, e fecero da volano al boom economico. 

Partenza per il Venezuela 
1953 - Carmela Acaro e due bellezze dell'epoca

1957 - Partenza per il Venezuela della Famiglia Acaro
Partono 'e bastimente pe' terre assaje luntane...
La signora Pina con le figlie, Carmela, Antonietta, Rosaria

1957 - Le Famiglie Acaro e Pignataro
 Peppina e Carlo Acaro con le figlie Carmela, Rosaria e Antonietta. Il sig. Pignataro e signora con le figlie

15 settembre 2008

Australia

La gran parte dei siciliani sono arrivati in questo immenso continente nel ventennio 1950-70 e si sono insediati nei sobborghi delle grandi metropoli (oltre Sydney, Melbourne, Perth, Adelaide, Brisbane), dove svolgono importanti attività commerciali e artigianali e taluno anche industriale, mentre i loro figli e nipoti mirano più in alto, ai vertici delle professioni liberali, delle istituzioni finanziarie e politiche del Paese. Assieme a lui, dopo qualche tempo, emigrarono la figlia Dina e il genero Pino Giammarinaro, che dopo qualche anno fecero ritorno in patria.

Nanà Rubicondo (ancora a Mazara) con il piccolo Michele Pinta. Si riconosce uno dei fratelli Piccitto


9/10/1967 - Coburg, Victoria

Antonietta De Gaetano Angelo (1921) - Pippo Angelo (1950)
Si trasferirono in Australia il 4/4/1966



Pippo Angelo

Paolo Angelo (1948)

Combattè nel Vietnam, per il Reale Esercito Australiano che affiancò gli USA in quella terribile ed assurda guerra 

Anniversario (sposato 7/10/72) 
Giuseppe Angelo (1951) e la moglie

11 febbraio 2008

Marocco

Anni cinquanta 

Pietro Gilante, Nicola Giacalone (tavulinu), Giacomo Marrone (Chelli Chelli), Dilluvio, Andrea Asaro, Pietro Fiume

19 gennaio 2008

Germania

1966 - Filippo e Nardino Corso


15 gennaio 2008

Inghilterra

Famiglia Giovanni Agnello


Festa per i sessanta anni di Lucia
Con la moglie Lucia e le figlie