Caratterizzata da un imponente movimento popolare organizzato. Il più grande e partecipato che ha riguardato il nostro paese nel corso dei secoli, in particolare nel Sud Italia. I protagonisti furono i braccianti e i contadini senza terra, milioni e milioni di persone, uomini e donne, scesi sul campo delle terre, pacificamente, “armati” solo della propria povertà e disperazione, contro i grandi proprietari terrieri. I feudatari di antico e storico “lignaggio” sfruttatore che spadroneggiavano in molte regioni d’Italia, in gran parte stanziati nel Meridione. Fu una lunga, travagliata ed eroica “epopea” che cercava di cancellare il servaggio plurisecolare di stampo medioevale che ancora caratterizzava molte aree territoriali. In Sicilia, epicentro della ribellione contadina, dei nominali 114.000 ettari messi a dispostone dall’Eras (l’Ente per la riforma agraria) ne furono assegnati 74.290 ettari, divisi in 17.157 lotti. Solo l’11% dei richiedenti – 154.000 – riuscì ad avere un lotto di terreno. Le terre messe a disposizione diventarono 99.000 ettari con al successiva legge del 27 dicembre 1950.
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20 marzo 2007
17 marzo 2007
Rivoluzione ungherese
La rivoluzione ungherese del 1956, nota anche come insurrezione ungherese,
primavera ungherese, primavera di Budapest o semplicemente rivolta ungherese, fu una sollevazione armata, di spirito antisovietico, divampata nell'allora Ungheria socialista, che durò dal 23 ottobre al 10/11 novembre 1956. Dapprima contrastata dall'A.V.H. (la polizia segreta ungherese) fu infine duramente repressa dall'ntervento armato delle truppe sovietiche del maresciallo Ivan Stepanovic Konev. Morirono circa 2700 ungheresi di entrambi gli schieramenti, ovvero pro e contro la rivoluzione, e 720 soldati sovietici. I feriti furono molte migliaia e circa 250.000 e circa il 3% della popolazione magiara lasciò il proprio Paese per rifugiarsi in Occidente. La rivoluzione portò a una significativa caduta del sostegno alle idee del bolscevismo tra i cittadini delle nazioni del blocco occidentale.
1956 - Manifestazione di protesta di studenti e lavoratori mazaresi contro la repressione russa della Rivoluzione Ungherese e per la Crisi di Suez
Il corteo composto da studenti, operai e comuni cittadini parte da piazza della Repubblica e attraversa il centro storico per poi approdare nel lungomare Giuseppe Mazzini dove è ubicato il monumento ai caduti. In primo piano si nota il poliziotto Maniscalco della squadra politica e rappresentanti di altre forze dell'ordine (carabinieri, guardie di Finanza)
Il corteo è giunto davanti al monumento e lo studente universitario Gaspare Paladino, scelto in rappresentanza degli studenti universitari e non, pronuncia il discorso di rito
Riconosco l'avv. Mario Certa (ex sindaco socialista nel 1946), tra gli studenti Franco Romei (sufuni) Giacomo Mandina, Filippo Mauro, Baldo Grillo, Giovanni Sala.Tra le forze dell'ordine Maniscalco della sezione politica della Pubblica Sicurezza (in borghese)
Monumento ai caduti
Gaspare Paladino (oratore di turno)
(Notare che sul monumento manca la statua in bronzo del Milite Ignoto, che era stata prelevata durante la II Guerra Mondiale per fonderla e fare armi)
Giovanni Serra (cappello blu della facoltà di Giurisprudenza)
01 febbraio 2007
Rodeo Simca
1964 - Lungomare Mazzini - Gran Rodeo "SIMCA" con Jose Canga
La casa automobilistica e motociclistica francese, fondata nel 1934, attiva fino al 1980 e definitivamente dismessa nel 1990. Il rodeo fu organizzato da Peppino Casubolo ch'era il concessionario Simca
Paolo Tedesco, Andrea Casubolo (staff), Nino Titone (semi nascosto), Salvatore Tudisco (totino), Nondo Villani, Nicola Livorsi, Pino Morrione
Una registrazione dell'epoca, in un'altra città, per farvi vedere cosa facevano
20 luglio 1963: Una Simca guidata su due ruote da Jose Canga, un driver dal team di 'Grand Rodeos de France', durante una manifestazione a Silverstone. (Photo by Ted West / Central Press / Getty Images)
01 gennaio 2007
Ricorrenze: Dell'Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate
Foto ricordo scattata sulla gradinata della chiesa di San Giuseppe, subito dopo la consueta cerimonia religiosa, ad un gruppo di aderenti all'Associazione Ex combattenti, il cui presidente era Alberto Rizzo Marino. Questa immagine colpisce per la composta serietà dei volti, per la dignità che vi traspare, per l'idealità che vi si respira, per l'orgoglio che si materializza. Anche la accuratezza del vestire (l'abito buono della domenica) sta ad indicare come si fosse onorati di partecipare degnamente a questo momento di solenne ricordo. Altri tempi!
Francesco Safina, Nino Rallo, Alberto Rizzo Marino, Giuseppe Valfrè, Nicolino Denaro (tabacchino via Porta Palermo)
Quando le celebrazioni erano una cosa seria
Grande partecipazione, si notano Gianni di Stefano (preside), mons. Costantino Trapani (vescovo 1977/87), Francesco Giubilato (notaio), i rappresentanti delle forze dell'ordine, don Edoardo Tilotta, Michele Mezzapelle (vice segretario comunale), Ripa, Nicola Marrone (tipografo), Nino Panta, Salvatore Pecoraro (impiegato comunale), Ajello (maresciallo P.S.) 03 settembre 2006
Cine Teatro Vaccara
Convegno con la partecipazione dell'on Bernardo Mattarella (più volte ministro negli anni 50), esponente di spicco della Democrazia Cristiana. Data la grande partecipazione di un vasto e variegato pubblico, prevalentemente, rappresentato da artigiani, commercianti, lavoratori della terra e del mare, l'argomento doveva interessare il Commercio con l'Estero, di cui Mattarella ebbe anche il dicastero
Sul palco riconosco il prof. Cosimo Gancitano (Lettere) ottimo oratore, democristiano (credo che in quell'occasione avesse il ruolo di moderaratore e presentatore) e l'avv. Rosario Ballatore. leader della D.C. locale.
Riconosco tra la folla: Il piccolo col berretto è Nino Gancitano (figlio di Cosimo), Francesco Salvo (esponente della DC e segretario del locale Liceo), Tumminello (tabaccaio di via Castelvetrano),Titta Patti, Vincenzo Chiofalo (titolare della tabaccheria della Stazione Ferrioviaria), Francesco Cucchiara (venditore ambulante)Vito Castelli (maestro elementare)
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