15 agosto 2010

Editoriale: Consuntivo decennale

Un amico recentemente ha voluto, bontà sua, onorarmi definendo il mio diario, come il più grande Museo Digitale della Fotografia Etno-Antropologica della Sicilia. Ritengo che considerare il “nostro” blog (tale, sempre l’ho ritenuto) un Museo Fotografico sia un’iperbole. Ma sono immodestamente consapevole che aver pubblicato, ad oggi, circa sedicimila foto di un medesimo luogo geografico sia un lavoro non da poco. Quanti possono vantare l'acquisizione di una valanga d’immagini come quella che sono riuscito a raccogliere nel tempo con il contributo di molti benemeriti della memoria collettiva. Grazie a costoro e ai potenti mezzi tecnologici di cui disponiamo è stato possibile, cosa non certo facile, consentire che le immagini delle memorie patrie potessero giungere in ogni angolo del mondo. E’ stata una “missione” titanica ma ha dato i suoi inaspettati e meravigliosi frutti. Mi sono accorto, dieci anni dopo, di aver realizzato, inconsapevolmente, un grande “libro” nel quale si annodano in un inestricabile intreccio nomi, luoghi e generazioni di un’intera comunità, e ciò ha reso possibile dispiegare quella che, con qualche approssimazione, potremo chiamare l’identità di una città. Chiunque percorra un viaggio ideale tra le pagine di questo grande album capirà il fluire del tempo e della vita comunitaria. Ho caparbiamente collezionato una miriade di documenti di questa storia minore che Gesualdo Bufalino considerava “più maestra di ogni altra” (come ha scritto recentemente un altro amico), nella consapevolezza che “storia non è solo quella conservata negli annali del sangue e della forza, bensì quella legata al luogo, all’ambiente fisico e umano in cui ciascuno di noi è stato educato”. Questa incredibile e inesauribile cascata di testimonianze del nostro passato ha consentito di riunire, tanti, sotto una ideale civico vessillo. Ha concesso a nostri concittadini sparsi per tutte le terre emerse di sentirsi, ancora, parte integrante di questa variegata collettività grazie ai sentimenti, ricordi e suggestioni trasmesse da queste pagine. Ha stupito e commosso tanti di costoro che hanno dovuto lasciare, per varie esigenze, il suolo nativo e ha dato l’opportunità ad essi di gioire con noi nel poter rimembrare. Il mio piccolo e istintivo progetto col tempo si è ingigantito e ci ha travolto tutti in un vortice emozionale che ci ha visto coinvolti in una comunione d’intenti. Ci ha forgiato come famelici e insaziabili ricercatori di memorie, di piccole storie, d’immagini difficilmente reperibili e ci ha fatto apprezzare delle realtà che mai avremmo sognato di poter scoprire, senza questo magmatico contributo collettivo. Recentemente un mio sogno comincia seppur lentamente ad avverarsi, quello cioè, di ricevere spontaneamente opportune e competenti collaborazioni che mi consentono d’arricchire di notizie inedite il blog, cosa che da solo difficilmente avrei potuto realizzare. Irta di ostacoli rimane, comunque, la strada percorsa e da percorrere. Inizialmente solo pochi hanno intuito la potenzialità della mia idea, il numero di detrattori superava quello dei sostenitori ma davanti al concretizzarsi di tale imponente scenario comunitario, tanti si sono dovuti ricredere e alcuni di essi oggi sono diventati insaziabili fan del gruppo. Non è mio costume auto celebrarmi, ma come spesso ho ripetuto, se non promuovi il tuo lavoro, anzi il “nostro” lavoro, tutto rimane vano. La divulgazione e la ricerca di nuovi adepti è condizione necessaria ed indispensabile per un ulteriore incremento e miglioramento del certosino lavoro realizzato. Esso necessita per poter crescere, di nuove idee, di ulteriori e competenti contributi se si aspira a raggiungere ambiti traguardi e meritarsi, davvero, il titolo impropriamente ed idealmente acquisito di Museo Digitale della fotografia etnografica mazarese.


12 commenti:

Guido Quinci ha detto...

Pino, il tuo lavoro ha un valore dal punto vista culturale inestimabile, unico, a Mazara, nel suo genere, e prezioso per l'intera collettività. Mi permetto di darti un consiglio, cerca di catalogare nel tuo computer le fotografie con la massima risoluzione possibile e con tutte le informazioni di cui disponi per ogni fotografia. Chissà che in futuro non si realizzi un museo della fotografia mazarese, non virtuale, ma materiale. Il mio timore è che se ti limiti a pubblicarle su Face Book, dove la risoluzione è bassa e non si sa a chi appartengono le fotografie in formato cartaceo, un giorno tutto questo capitale culturale possa andare perso. Ancora complimenti!

Autore ha detto...

Purtroppo le immagini hanno la risoluzione che mi è stata proposta da chi me le ha inviate e non posso migliorarle. Le ulteriori informazioni potranno migliorare solo grazie alle varie collaborazioni, dove potrei attingere?. Il cartaceo sarà difficile da realizzare, perché le provenienze si disperdono come neve al sole e la qualità è quella che è e non è migliorabile. L'unico patrimonio che rimane è conservare le immagini virtuali con i loro limiti e i loro difetti perché rappresentano pur sempre delle preziose memorie introvabili diversamente.

Caterina Tita Rizzo ha detto...

Bravo, continua ... noi siamo con te, nella miriade di tessere che, insieme, formano il grande mosaico della Storia della nostra Mazara e di tutti noi che tanto l'amiamo !

Giuseppe Angelo ha detto...

Dottor Catalano, grazie per le Bellissime memorie. Spero' che' la Città di Mazara Le Sara' riconoscente, come' noi che' non viviamo piu' nella nostra città nativa. Lei mantiene in noi vive la nostra giovinezza . Thank you very much !! Melbourne Australia

Umberto Romeo ha detto...

Ho sempre pensato al grande capolavoro che piano piano sei riuscito a mettere davanti agli occhhi sbigottiti di tutti i mazaresi e di amici che ti seguono con grande affetto

Lucrezia Del Franco ha detto...

Un lavoro certosino il tuo di straordinaria importanza, una storia di Mazara del Vallo attraverso fotografie difficilmente reperibili di notevole e inestimabile valore. Un grazie di cuore e un augurio sincero perché si realizzi il tuo desiderio. Lo meriti!
Complimenti Pino! Ti siamo riconoscenti per il lavoro che tu scrupolosamente svolgi con tanta dedizione. Abbracci

Antonella Marascia ha detto...

Grazie di cuore!

Ninny Marrone ha detto...

Bellissimo, davvero! Interessantissimo! E questo, grazie al bravissimo Dottore!!
Ma i abbastanza sarai ringraziato per queste chicche di cultura!

Lorenzo (Enzo) Zummo ha detto...

Non avrai il premio Nobel o l'Oscar ma avrai sempre la nostra riconoscenza. E' bellissimo, ogni tanto, riguardare le foto dei luoghi e delle persone a noi cari. Grazie.

Rosaria Di Bona ha detto...

Un bellissimo diario di ricordi che fanno parte della nostra vita

Mariantonia Pacetto ha detto...

Non ci sono parole per quantificare l'immenso valore, l'infinita bellezza del capolavoro che giorno dopo giorno hai creato. Tu conosci la stima, l'affetto fraterno, l'ammirazione, i tanti bei ricordi che mi legano a te, ma ancora una volta mi piace dirtelo.... ti voglio bene grazie Pino, a sempre maggiori successi

Lidia Bellitti ha detto...

Lidia Bellitti Grazie di cuore! Il tuo, un lavoro davvero unico e raro! Complimenti!