I concittadini illustri secondo la mia personale e contestabile visione non sono solo i grandi mecenati, gli imprenditori di successo, i professionisti che sono balzati all’attenzione internazionale per i loro meriti. Esistono figure che la ribalta mediatica trascura (erroneamente) ritenendo troppo modesto il loro, pur lodevole ed interessante lavoro, in vari campi dello scibile umano. In una piccola comunità, come la nostra, trovare un “Einstein”, è possibile, ma molto improbabile, pertanto ci accontentiamo di encomiare i nostri concittadini che con la loro passione e il loro impegno professionale hanno contribuito a far crescere questa nostra società con i loro apporti culturali. In questo contesto ho inserito uno stimato investigatore delle Scienze naturali e mio personale amico:
Professore di scienze in pensione, Angelo Ditta, è l’unico ricercatore autorizzato a operare nella Riserva naturale integrale Lago Preola e Gorghi Tondi, un’oasi naturale a Mazara del Vallo, luogo di sosta per gli uccelli migratori. Nel suo palmarès di scoperte ci sono più 30 di specie nuove per la Sicilia, 8 per l’Italia e una per l’Europa. Una passione, quella per la ricerca che Ditta ha sempre coltivato, anche quando da giovane docente insegnava Scienze alle scuole medie: dapprima nel nord Italia e poi a Mazara del Vallo dove ha concluso la carriera lunga 33 anni. Quella della ricerca è stata da sempre un chiodo fisso per il biologo mazarese: «Passione che ho coltivato nel tempo libero – spiega – e poi, quando a 58 anni sono andato in pensione, a tempo pieno». Passeggiate con retino, provette e binocolo tra le sciare di Mazara del Vallo, sulla costa di Torretta Granitola, sino a spingersi anche in provincia di Agrigento. E le sorprese sono sempre arrivate. Come il ritrovamento, nel bosco Scorace di Buseto Palizzolo del “Myrmecophilus (Myrmecophilus) fuscus”, un grillo di piccole dimensioni, il secondo esemplare trovato in Italia dopo il primo rinvenuto sull’Etna da Thomas Stalling nel 2013.
Entomologo Ricercatore e Consulente ambientale
Nuovo tassello per l’entomologia europea grazie a un ritrovamento inedito in Italia: il coleottero Axinotarsus (Tarxinosus) implicatus, specie diffusa in Tunisia, Algeria e Marocco ma finora mai segnalata nel nostro Paese.
Dalla sua città, Ditta mantiene contatti costanti con esperti di tutto il mondo — biologi, entomologi e aracnologi — grazie ai social e ai rapporti con docenti universitari. Tra le specie segnalate per la prima volta in Sicilia figura anche il ragno Canariphantes zonatus, noto finora per il primo rinvenimento in Sardegna. Nel territorio della riserva di Lago Preola e Gorghi Tondi, Ditta ha identificato tre femmine. «È possibile che sia arrivato qui tramite ballooning» spiega, «cioè sfruttando i filamenti di seta come veri e propri paracadute che permettono ai ragni di spostarsi sospinti dal vento per lunghe distanze». Da una mosca dal risvolto storico: Leptometopa latipes. Questa specie fu menzionata per la prima volta nel 1830, dopo essere stata trovata nel sarcofago di Federico II a Palermo. Ditta ne ha individuato un esemplare femmina sulle rive del fiume Mazaro. «Poiché l’imperatore morì nel 1250 a Castel Fiorentino, in Puglia, è chiaro che la specie era sconosciuta in Sicilia» osserva. «Gli adulti depongono le uova su carcasse e le larve possono svilupparsi anche nel letame e negli escrementi umani».
Il reperto è stato analizzato e confermato da Paul L.T. Beuk.
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