24 giugno 2008

Vetrina Calciatori

Giovanni Pecoraro


Nunzio Villari


Serafini


Busetta


Sassanelli


Massimo Scalingi, per tutti gli amanti del calcio dilettantistico “l’immortale del gol”, si è tolto la vita il 3 aprile 2014) intorno a mezzogiorno, a soli 53 anni, impiccandosi al termosifone di casa. Il corpo è stato rinvenuto dal fratello Alfredo, componente dello staff sanitario della Virtus Lanciano, che ha provato a salvarlo senza esito. Scalingi era allora allenatore-giocatore del Castelfrentano, paese in provincia di Chieti di cui era originario. Più forte del tempo che passava, degli acciacchi, e anche di un malore che lo aveva fatto spaventare qualche tempo fa su un campo di calcio, Massimo ha speso la sua vita sui campi di tutta Italia, quella in corso era la sua 37a stagione agonistica. Dalla B e C1 a Foggia, ai tempi di Zeman allenatore, alla C2 con Isernia e Lanciano, scendendo in serie D (Spoleto, Bastia Umbra e Mazara del Vallo), Eccellenza (l’ultima volta ad Atessa due anni fa), Promozione, Prima e Seconda categoria. Ha segnato nella sua carriera più di 400 gol. La sua longevità agonistica aveva smesso di fare notizia: a 40 anni era una rarità perché giocava e segnava in Promozione (Atessa), a 45 era un caso unico con quei 19 gol, ancora in Promozione (Altinese) che gli valsero una clamorosa chiamata in Eccellenza dall’Atessa: diventò il più “anziano” della storia della categoria. Non sono ben chiari i motivi dell'estremo gesto, ma negli ultimi tempi il calciatore era depresso a causa di due matrimoni falliti. La Virtus Lanciano, squadra alla quale Scalingi era legato, ha subito espresso il suo cordoglio sul suo sito ufficiale.

Gallifuoco - Lo Cascio


Di Giorgi, Franz Gualberti




Iacono

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