05 maggio 2008

Luigi Fiorentino


Questo è il certificato di nascita autenticato dallo stesso Luigi Fiorentino in una poesia contenuta nella raccolta “Un fiume un amore” (Siena, Maia 1961).

Nato a Mazara del Vallo, fece gli studi secondari a Trapani e quelli universitari a Napoli. Con il matrimonio si trasferì a Ventimiglia (IM) dove intraprese la carriera militare. Partecipò all’ultimo conflitto mondiale come comandante di batteria e fu decorato con due croci di guerra e con la medaglia di “volontario della libertà”.
Dopo l’8 settembre 1943 combatté contro i Tedeschi: quando si rese conto che la partita era perduta ritenne suo dovere rendere inservibili le bocche da fuoco e le armi automatiche del suo reparto. Per questo corse il rischio di essere fucilato dal nemico per sabotaggio; finì invece in un lager nazista, in Polonia prima e in Germania dopo, svolgendovi un’implacabile opera di resistenza passiva. Ritornò a casa, in Liguria, sul finire del mese di luglio 1945 con tante delusioni e con un manoscritto che l’anno dopo apparve in volume a Milano sotto il titolo Cavalli 8, uomini…: cronologicamente il primo libro che narra il dramma dei militari italiani internati nei campi di concentramento nazisti. La triste marcia da lager a lager attraverso interminabili distese innevate, sotto l’incalzare dei sorveglianti tedeschi è rievocata nella poesia “Ballata della neve” (Cielo e Pietra – Siena Maia 1957).
LA NEVE
La fatica.
Lo sgomento.
La colonna già in marcia nella neve.
Il passo dentro la neve. La frusta
degli aguzzini: Los! Avanti, presto.
Il cielo basso. Il vento sulla neve.
La landa senza termine, echeggiante.
E la fame di mesi sopra mesi.
Chi crollava era pietra sulla neve.
E los. Ancora los. Sempre los. 

Dopo quell’agghiacciante esperienza e per dare un nuovo slancio alla propria vita e a quella della moglie Giulia Pia Montalto e delle figlie Ebe, Gloria e Graziella (alle quali in seguito si aggiunse Fiora), Luigi Fiorentino scelse di trasferirsi a Siena e ne fece la sua terra di adozione: era stato affascinato dall’amore per l’arte, la letteratura e la storia di cui le strade erano ancora permeate.
Nel 1946 fondò la rivista di Lettere e Arti “AUSONIA” (che diresse ininterrottamente per trentacinque anni fino alla morte) e, quando dopo pochi anni abbandonò la carriera militare, si dedicò al suo vero grande amore: la cultura,la letteratura,la poesia.
A tali attività affiancò anche quella di editore pubblicando nella Casa Editrice Maia opere di scrittori italiani e stranieri nonché saggistica e teatro. Per molti anni insegnò Letteratura italiana nella Scuola di Lingua e Cultura Italiana per Stranieri. Successivamente fu chiamato ad insegnare Lingua e Letteratura spagnola nella Facoltà di Magistero dell’Università degli Studi di Siena e più tardi Letterature Ibero-americana nell’Università di Trieste dove si era trasferito con la seconda moglie Francisca Cruz-Rosòn e l’ultima figlia Beatrice.
Con editori quali Meschina, I.P.L., Mondatori, Mursia, Paravia, Sansoni, pubblicò circa 40 volumi, alcuni dei quali, ristampati più volte, furono tradotti da importanti case editrici estere, come Hachette (Francia), Nolit e Bagdala (Jugoslavia), Sofia (Messico), Pampano (Argentina), Cahiers du Nord (Belgio), in francese, spagnolo, inglese, tedesco, portoghese, rumeno, latino, neo-greco, olandese, svedese, serbo-croato, turco, arabo, ceco, ungherese, sloveno ecc.
Tenne inoltre dotte conferenze e cicli di lezioni in Università e Istituti culturali di molti Paesi europei e del Medio Oriente.       
I suoi scritti sono inclusi in centinaia di antologie e critici italiani e stranieri di chiara fama come Enrico Falqui, Francesco Flora, Giuseppe Lipparini, Bruno Maier, Francesco Biondolillo, Juan Ramòn Jimenez Guglielmo Lo Curzio, Daniel Rops, Paul Fort, Manuel Bandiera hanno scritto articoli e saggi sulla sua produzione letteraria.
Lungo tutto l’arco della sua attività gli sono stati conferiti molti ed alti riconoscimenti tra i quali i premi: Isola d’Elba, S. Pellegrino, Chianciano, David, Presidenza del Consiglio dei Ministri (sette volte), Sileno d’oro, Pisa, le Muse, Duccio, Renato Serra, Siciliano illustre.
La morte lo colse, ancora nel pieno dell’attività, il 2 agosto 1981 a Trieste.

http://www.luigi-fiorentino.it/biografia.htm
L’Università  per stranieri di Siena ne ha commemorato il centenario della nascita il 23 Aprile 2013

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