10 maggio 2008

Vecchie foto della Città: Marina

Antica figurina pubblicitaria

Le foto che seguono, sono state raccolte, occasionalmente, a destra e a manca e di esse non ho nulla, né i negativi né le immagini originali. Poiché rappresentano, pur sempre, una documentazione interessante, le pubblico scusandomi anticipatamente per la loro modesta qualità e per le dimensioni contenute (chi si contenta gode)

Stampa tratta da un'antica carta militare austriaca. Veduta della città dal mare


1823
Carta disegnata da Schauroith. Sul porto si affaccia il baglio di Joseph Payne, primo commerciante inglesi a stabilirsi a Mazara

Il vecchio faro



Capo Granitola

Questo faro si trova nel territorio di Campobello ma ho voluto pubblicarlo perchè chissà quante vite di nostri concittadine ha contribuito a salvare questo faro. Data la sua posizione strategica era, durante le tempeste, un utilissimo punto di riferimento per i nostri marittimi in navigazione

Pesca alle Sarde nei primi del Novecento






Paranze al rientro dalla pesca

Piazzetta dello Scalo
Dove si svolgeva l'asta del pesce 


Paranze a vela per la pesca delle sarde 
La boa segna la "Malora" (dal latino mala ora, cattiva spiaggia, indica un basso fondo dove le navi, ignare, s'incagliavano). Mi preme inoltre segnalare che non esiste a Mazara del Vallo, nemmeno negli archivi della ex Scuola Marittima, una documentazione cartacea su come venivano costruite le paranze (nessun disegno, nessun progetto, nessuna descrizione). In questo luogo i fratelli festeggiante ubicarono uno dei primi allevamenti di Aragoste. Le barchette che andavano alla pesca di sarde, transitando buttavano dentro le vasche sarde o resti di esse.




Pescherecci a vela, ormeggiati - Paranza in uscita
Porto canale



Molo Caito anni '20

Piazza dello Scalo anni 30/40


Barchette a motore

Si notano parecchie barche a vela (a destra le paranze)

Pescherecci "moderni"

Cantieri Navali
Piccolo Cantiere "Campana" che era ubicato dopo il vecchio Ponte sul Mazzaro, nello spazio antistante lo stadio comunale. Sullo sfondo s'intravedono le antiche Case Popolari, prima della loro demolizione e della successiva moderna ricostruzione post terremoto del 1968.

Barche nel piccolo cantiere "Ingargiola" prima del ponte


Cantieri Navali, quando ancora si usavano i muli e i carretti per il trasporto merci

Vecchio Cantiere "Fratelli Giacalone"

Lungo Mazzaro - Vecchia banchina in terra battuta

Barchette affondate da un recente "Marrobbio"







Anni Cinquanta

La struttura che si nota all'angolo con via Marina è magazzino dove venivano raccolti i rottami di ferro era dell'avv. Giuseppe Angelo, primo sindaco della città, il quale rinunciò a fare l'avvocato per dedicarsi al commercio. Si notano anche le spugne ad asciugare, che venivano commerciate in quel posto. Nell'angolo opposto, a sin, adiacente a via Marina, c'è il chiosco (credo sia la struttura in legno davanti all'angolo sul marciapiedi) di don Ruggiero, che vendeva gelati, bomboloni ed altre leccornie. Delle strutture adiacenti al magazzino, non ho notizia! Ma credo si tratti di una copertura per proteggere i mosaici, di cui allora si conosceva l'esistenza. La strada è dissestata per crollo di una parte del molo, e i tufi calcarei che sono disposti lungo la strada per limitare il transito nella carreggiata erano stati collocati perchè in quel periodo vi si dovevano svolgere le gare di motociclismo (che allora si facevano nei circuiti cittadini). La cassa Marittima ancora non era stata realizzata

Lungomare "Giuseppe Mazzini"
Pesca cu lu "rizzagghiu"

Questo anonimo pescatore, vendeva il pesce per le vie cittadine, spesso a piedi scalzi. In basso si intravede il manico del paniere dentro il quale era collocato il pesce in bella vista, contornato dalle alghe ne mantenevano la freschezza.

Pulizia delle nasse sul fiume Mazzaro


Asta del pesce all'aperto
In piazzetta dello Scalo

Le norme igieniche allora erano un optional

'U carru mattu - Un tipo di carro da trasporto ormai scomparso
Andrea Alcamo (Michiluni)
(il carro, così denominato perché data la sua sproporzione tra lunghezza e larghezza la sua corsa, in special modo nelle curve, creava movimenti difficilmente controllabili dal guidatore, che gli hanno fatto acquistare questo nome a significare che non poteva essere ben governato e quindi "matto")

Anni '50 - Lungomazaro
Leonardo Tumbiolo (commerciante di prodotti ittici)


Matteo Misuraca (con il figlio Vincenzo), Leonardo Tumbiolo

Commercio del pesce all'ingrosso
Leonardo Tumbiolo, Paolo Giacalone - Collaboratori: Giacomino Maiorana (con la pala), Vito?, Pino Maiorana, Ignazio Genna (zachiaro) - Il pesce è lo Smeriglio

3 commenti:

franco ha detto...

....entusiamanti e pieni di nostalgici ricordi: Grazie! Dott.Catalano.


...."malora" = boa luminosa galleggianta posta, allora, tra la statua di S.Vito e la lanterna rossa per segnalare una secca.

Pino Catalano ha detto...

Malora, dal latino cattiva sponda (appunto la secca), non riferito alla lanterna bensì al posto pericoloso

OSSERVATORIO CULTURALE ha detto...

oppure ora=gomena (cavo per l'attracco)
Mala ora= cattivo attracco